Smalti | Blog Bellezza fascino di cane pandora

Blog Bellezza

Blog Bellezza - di Redazione

Faby Future, lo smalto futurista

Decisa, misteriosa, inaccessibile,  è la donna che viene dal futuro: come dettano le tendenze si è spogliata del superfluo e attrae con l’eleganza minimal di dettagli dal carattere forte, abiti dalle linee definite e tessuti tecnici. Per lei la collezione Faby Future è perfetta in 12 colori, con quattro finish diversi, ovvero cream, glitterato e i nuovi stones e frozen opaqueness.

Sono proprio le immagini dell’universo ad essere richiamate da Faby Future, come in Nuit des mystères che cattura i bagliori lontani di galassie e ammassi stellari, e You’re on Pandora, che ricorda i riflessi dorati della luna e ha per nome una citazione dal film Avatar, che insieme ad altre pellicole e libri hanno ispirato i nomi della collezione. Anche le nuove texture sono spaziali: il finish frozen opaqueness di Lunar Skin, è opacità congelata, ghiaccio. La texture stones di Meteor Shower, è una pioggia di meteoriti, una cascata di pepite rosa e argento. La sensualità è reinventata da Faby Future attraverso i rossi profondi e misteriosi con un cenno di nero, e il fascino sussurrato del rosa soft di Sensual Touch.

I colori hanno toni lunari, freddi, uniti a riflessi intensi e iridescenti. Le nuance si spengono e diventano glaciali. Nuovi colori, con le prestazioni eccellenti di sempre: velocità di stesura e asciugatura, brillantezza e lunga durata.

 

Gli smalti della Collezione Faby Future sono venduti nelle migliori profumerie, centri estetici e saloni di bellezza al prezzo di € 13,00.

Nuit Des MystèresLunar SkinYou're on Pandora

 

Ailén Gamberoni

DÌ LA TUA

Kit di smalti per la manicure di Halloween

Se le unghie acquistano sempre più importanza nel look di ogni giorno come si è visto sulle passerelle di moda nelle ultime stagioni, la manicure di Halloween, quest’anno sarà davvero memorabile.

WEB-Morgan-Taylor-Halloween-Manicure

Manicure da paura con gli smalti della Halloween Collection Morgan Taylor

 

Per non sbagliare, ecco un kit di smalti Morgan Taylor pensato proprio per la notte più terrificante dell’anno: due colori, l’immancabile nero ultra lucido Little Black Dress abbinato ad una nuance arancio acceso, Orange Crush. E per rendere la manicure immune da qualsiasi avventura che la serata vi riserverà, il top coat Make It Last sarà il tocco per un nailstyle da paura.

WEB-MorganTaylor-Halloween-Trio-Pack

Due colori graffianti e il top coat per una manicure ad alta resistenza

Le unghie saranno così l’accessorio indispensabile per completare il vostro look spaventoso (30 euro nei saloni di bellezza).

Clara Giacconi

 

DÌ LA TUA

4 smalti di tendenza testati per voi

Quattro marche e quattro tipologie di smalto sono stati messi a confronto in una manicure classica ( completa di base e top coat), questi i nostri voti:

La linea Disco Neon proposta in limited edition da Pupa è ricca di pigmenti fluorescenti che si accendono con le lampade al Wood, la colorazione Disco Coral in discoteca si trasforma in un arancione chiaro luminosissimo. E’ di facile stesura e si asciuga velocemente, il pennellino è sottile ed elastico, ma dura molto poco se non viene protetto da un top coat finale.

Densità 8 – Difficoltà di stesura 7 – Colore 8 – Durata 6  - Prezzo 5,95 €

Consiglio: se vi piace l’effetto mat e satinato non aggiungete il top coat, però durerà pochi giorni.

Il Vernis in Love di Lancôme colore Corail è molto denso, nonostante il nuovo pennellino innovativo piatto e ad alta precisione bisogna avere la mano ferma per stenderlo al meglio. Il risultato però merita, il colore è brillante e si asciuga abbastanza velocemente. L’effetto è leggermente mat, con il top coat finale diventa lucido.

Densità 8 – Difficoltà di stesura 7 – Colore 8 – Durata 6 – Prezzo 16,85 €

Consiglio: mettete una prima mano molto leggera, abbondate solo nella seconda stesura

Max Factor Gloss Infinity (colorazione Sunset Orange) è molto corposo, il pennellino è largo e comodo da impugnare, la stesura piuttosto complicata data la densità dello smalto. Ci mette molto ad asciugare,  ma l’effetto finale molto buono. Il colore è squillante a lunga tenuta, dura per una settimana come promesso dal brand.

Densità 6 – Difficoltà di stesura 5 – Colore 8 – Durata 9 – Prezzo 6,90 €

Consiglio: obbligatoria una base, altrimenti tende a tingere l’unghia.

Il colore che ci propone Chanel 617 Holiday per l’estate è ispirato al Tangerine Tango e sarà un sicuro trend di stagione. Rispetto al 577 Mimosa dello scorso anno la stesura del colore è nettamente migliorata, ma bisogna essere molto precisi nella stesura. Si asciuga in fretta e l’effetto immediato è lucido e laccato, la tenuta dello smalto quotidiana è buona.

Densità 7 – Difficoltà di stesura 7 – Colore 8 – Durata 7 – Prezzo 21,50 €

Consiglio: perfetto su mani e piedi abbronzati

 

 

 

DÌ LA TUA

Smalto Lycra French Manicure di Rimmel London

Smalto Lycra French Manicure di Rimmel

Smalto Lycra French Manicure di Rimmel

Nome del prodotto: Smalto Lycra French Manicure di Rimmel London

Confezione  e prezzo: boccetta da 12 ml, 3.99 euro

Provato da: Ross

Note personali:  Perfetto per chi non ama molto gli smalti super colorati ma ci tiene ad avere comunque una manicure curata. Lo smalto Lycra French Manicure, grazie al pennellino piatto e corto (invenzione davvero geniale, questa di Rimmel!) si applica in un baleno, asciuga in fretta e non ha bisogno di basi particolari perché la sua formula è arricchita con minerali e vitamine che rendono unghie forti e lucide.

Unico difetto: non dura i dieci giorni promessi; a me dopo tre giorni si era già sbeccato…

Lo ricomprerò: Penso di sì, alla fine il prezzo è molto invitante

Il mio consiglio: Fate sempre almeno un paio di passate per unghia avendo cura di lasciare asciugare bene tra una passataa e l’altra.

Altri prodotti Rimmel London>>>

DÌ LA TUA

Smalto Island Lagoon di Givenchy

Smalto Island Lagoon di Givenchy

Smalto Island Lagoon di Givenchy

Nome prodotto: Smalto Vernis Please di Givenchy – Edizione Limitata 2010

Prezzo: 15.10 euro

Provato da: Satine

Note personali: Quando l’ho visto me ne sono innamorata! Sarà uno dei colori dell’estate 2010. La tonalità, in vendita in edizione limitata, è la n.169 (Island Lagoon) e corrisponde ad un azzurro brillante, che vira verso il verde. Ha un effetto coprente. E’ arricchito con micropagliuzze che aumentano l’effetto brillantezza. Deduco che starà ancora meglio quando sarò in spiaggia e i riflessi del sole lo faranno luccicare ancora di più. Unica nota negativa: non si stende benissimo. Però può darsi che fosse il mio flacone ad avere qualche difetto perchè di solito gli smalti Givenchy sono ottimi.

Lo ricomprerò? Forse. Il colore è molto bello ma non so se andrà di moda passata l’estate.

Il mio consiglio: Mettete una base trasparente in modo che le unghie non si impregnino di colore e siano più protette.

DÌ LA TUA

Smalto Collistar unghie perfette con rafforzatore, Rosa Glicine

collistar-rosaglicine

Smalto Collistar unghie perfette con rafforzatore, Rosa Glicine

Nome prodotto: Smalto Collistar unghie perfette con rafforzatore, n°54 Rosa Glicine

Confezione e prezzo: flacone da 10 ml, 11.00 euro circa

Provato da: Satine

Note personali: Siccome quest’estate andranno di moda le unghie laccate ho deciso di giocare in anticipo con questa nuova tonalità di smalto della Collistar. Abituata al grigio, al blu scuro e a tutti gli altri colori invernali, appena ho steso il “Rosa glicine” mi è arrivata una ventata di primavera. E’ un rosa molto bello, quasi indescrivibile. Copre ma non troppo. E’ acceso ma non troppo. Si nota, ma non troppo. E’ rinforzante e si asciuga in un battibaleno. Anche se,a  dir la verità, con la Collistar mi sentivo al sicuro: non ho mai avuto problemi con gli smalti di questa marca.

Lo ricomprerò? Sì, ma mi attira di più il tono “Corallo rosa”.

Il mio consiglio: risalta di più se la pelle è abbronzata. Non vedo l’ora di fare i primi weekend al mare per sfoggiarlo con un accessorio della stessa tonalità.

DÌ LA TUA

Lasting Color – Smalto brillante – Pupa

Lasting Color

Lasting Color

Nome prodotto: Lasting Color – Smalto brillante – Pupa

Confezione e prezzo: 4,5 ml,  5,70 €

Provato da: Locataire

Note personali: ho provato il colore 59, intense violet. Devo dire che il pennello mi è piaciuto molto, perché è spesso e questo aiuta parecchio la stesura. Si asciuga rapidamente, anche questo è un pregio per le donne che sono sempre di fretta. Ho apprezzato molto il flacone: non è proprio mignon ma non è nemmeno grandissimo. Così posso comprarne altri e variare il colore con più frequenza, senza temere di ritrovarmi dopo mesi e mesi con lo smalto che ha perso la sua fluidità (se volete informazioni su quello, ve lo faccio sapere fra qualche mese. In ogni caso non mi è mai successo con altri smalti di Pupa).

Lo ricomprerò: sono molto indecisa perché il colore 59 è il colore che andrà di moda la prossima primavera: un viola opaco intenso. Non mi ha convinta al massimo, diciamo che mi ricorda troppo la mia infanzia (avevo tutto viola, la cartella a scuola, i vestiti, le penne colorate, i pelouche). Punterò su altri colori!

Il mio consiglio: scegliete un colore che si possa abbinare all’ombretto.

Altri prodotti Pupa >>

DÌ LA TUA

Vernis Please Xmas 09 – Givenchy

Vernis Please Xmas 09

Vernis Please Xmas 09

Nome prodotto: Vernis Please Xmas 09 – Givenchy

Confezione e prezzo: flacone, 15 € circa

Provato da: widgetjones

Note personali: ognuno ha le sue preferenze in fatto di smalto ma non c’è dubbio che la nuance e l’adattabilità sono una chiave fondamentale. Diciamo subito che questo è uno smalto per unghie in forma! Il colore scuro e lievemente metallico offre riflessi perfetti per una serata di festa ma lo smalto fa steso con estrema cura su unghie preparate a dovere. Effettuate le operazioni di “bonifica” delle cuticole ribelli, pareggiata la lunghezza e steso lo smalto con precisione, si ottiene un effetto spettacolare, quasi cangiante, perfetto per le feste. La tenuta è buona, un po’ complesso rimuovere i residui ma questo è l’inevitabile problema degli smalti scuri

Lo ricomprerò?: penso che ci metterò un po’ a finirlo, non ho una vita sociale così frenetica

Il mio consiglio: non è sicuramente uno smalto da tutti i giorni e và steso con molta molta precisione.

Altri prodotti Givenchy >>

DÌ LA TUA

Eclaring Indigo Collection – Divine Lasting Color e Shine – Smalto Lancôme

indigo

Divine Lasting Color e Shine - Smalto Lancôme

Nome prodotto: Eclaring Indigo Collection –  Divine Lasting Color & Shine – Smalto Lancôme colore blu notte (013)

Confezione e prezzo: 10 ml, circa 23 euro

Provato da: Locataire

Note personali: con gli smalti Lancôme ho sempre lo stesso problema causato dalla confezione a parallelepipedo. Il fatto è che mi piacciono troppo e alla fine anche se ci metto una vita a stenderlo, lo ricompro. Questo colore blu oltremare brillante è semplicemente fantastico.

Lo ricomprerò: non so se comprerò lo stesso colore, ma sì, lo ricomprerò (sperando che questo si autorigeneri nella boccettina)

Il mio consiglio: indossatelo a colazione, pranzo, cena, il pomeriggio e la mattina, durante il lavoro o durante queste festività… insomma, sempre!

DÌ LA TUA

Le Vernis di Lancôme

Le Vernis

Le Vernis

Nome prodotto: Le Vernis di Lancôme

Confezione e prezzo: circa 23,50 euro

Provato da: Locataire

Note personali: Ho scelto un colore rosso scuro, tendente al bordeaux. Molto sexy. La durata dello smalto è ottima, resiste una settimana e potete anche permettervi di maltrattarlo un po’. C’è solo un problema. La confezione che, secondo me, non è ergonomica. Io non sono una professionista e applicare lo smalto è sempre una cerimonia che, per dare risultati soddisfacenti, richiede: 1) fratelli fuori casa; 2) papà piazzato davanti a una partita di calcio; 3) cane e gatto impegnati a mangiare; 4) consulenza di mia madre;  5) pennellino a prova di mano tremolante. La confezione con il tappo grosso, a forma di parallelepipedo, non aiuta la mia mano tremolante: per finire di stenderlo ho impiegato circa 30 minuti, troppo tempo, visto che riesco a  tenere cane e gatto alla larga per un massimo di 10 minuti.

Lo ricomprerò? Sì, sperando che Mr Lancôme ogni tanto mi legga e mi aiuti: o con una confezione più pratica o con un decalogo per stendere bene lo smalto anche in presenza di affettuosi animali domestici. Nel frattempo persevero, prima o poi lo applicherò bene nonostante il tappo.

Il mio consiglio: Abbiate pazienza. Se non riuscite ad applicarlo non datevi per vinte. Il risultato ripaga ogni sforzo.

DÌ LA TUA
ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

NOVITÀ

SPECIALE

OGGI CONSIGLIA

RISPARMIA CON OGGI

INIZIATIVE EDICOLA

SITI PARTNER


fascino di cane pandora

pandora paris
bracciale pandora
pandora guld
pandora nettsted
Braceletes e encantos pandora

Archivi categoria: poesia italiana contemporanea

← Articoli più vecchi Articoli più recenti → di giorgio linguaglossa | 3 giugno 2016 · 7:33

Dario Bertini  POESIE SCELTE da “Prove di nuoto nella birra scura” (Edizioni del Foglio Clandestino, 2015), “Il modello standard della performance”; “La poesia nella dimensione del supermarket mediatico”, con un Commento impolitico di Giorgio Linguaglossa

foto ipermoderno L'ultima fermata della campagna Chic on the Bridge Louis Vuitton ci riporta a Parigi

ipermoderno L’ultima fermata della campagna Chic on the Bridge Louis Vuitton ci riporta a Parigi

Dario Bertini è nato a Legnano (MI) nel 1988, abita a Pavia, dove ha frequentato la facoltà di Lettere moderne. Ha pubblicato una raccolta dal titolo Distilleria di contrabbando (Cardano, 2009, prefazione di Claudio Lolli) e un omonimo disco di canzoni e poesia nato dalla collaborazione con Renato Franchi e l’Orchestrina del Suonatore Jones. Suoi versi sono apparsi sulle riviste FarePoesia, La Mosca 

dario bertini Prove di nuoto cop 

Commento impolitico di Giorgio Linguaglossa

Scrivevo, più di venti anni fa, in una nota a firma redazionale nel numero 7 del quadrimestrale di letteratura “Poiesis” nel 1995:

«Oggi, nel supermarket della cultura qual è diventata l’industria culturale, alla poesia viene destinata una nicchia che meglio sarebbe chiamarla loculo, ove le pubblicazioni seguono lo stesso codice e lo stesso ritmo che contrassegnano il sistema degli spot nelle campagne elettorali […] Il degrado non colpisce soltanto il “cassetto” della poesia ma anche e soprattutto quello della critica, ad esso speculare e complementare. Come abbiamo tentato di chiarire nei precedenti numeri di “Poiesis”, qui non è più questione del discredito in cui ristagna la poesia contemporanea italiana, la degenerazione è ben più ampia ed investe la tenuta complessiva dell’intero (ci si passi il termine ministeriale) comparto.

I libri di poesia non dovrebbero essere condotti alla stregua di spot pubblicitari, un filtro ed una selezione sono operazioni consustanziali alla salute ed alla vivacità di questo “cassetto”..

Come afferma Berardinelli, oggi non interessa più a nessuno discutere dei problemi di poetica o di estetica, lo stesso impegno intellettuale viene guardato con sospetto, ingenera perfino fastidio, autorevoli “autori” ci hanno chiesto: “a che pro occuparsi di critica, non sarebbe meglio pubblicare solo testi?” Altri pongono in predicato la stessa utilità di riflettere su questioni di poetica; gli esoterici pensano che il poeta debba occuparsi solo di poesia, gli essoterici, per contro, opinano la priorità del politico sull’estetico. Nella confusione delle opinioni la poesia sopravvive a stento, senza neanche la stampella del mercato delle opinioni che, per quanto paradossale, resta pur sempre un regolo, imperfetto ma pur sempre meglio di niente. In questo desolato panorama di detriti, le riviste letterarie fanno a gara nell’ignorarsi l’un l’altra, il pensiero dominante è che qualcuno possa esprimere un concetto purchessia, un’idea purchessia. In questo debolismo generalizzato c’è chi imputa al postmoderno nefandezze e sortilegi, c’è chi illustra una scuola romana, chi teorizza la superiorità della scuola milanese. In verità, ogni minuscola congregazione di affiliati officia una propria liturgia separatista, ognuno ammicca all’altra sponda con sospettosa nequizia, ben attento a strappare il pedaggio alla parte più debole o inesperta (…) c’è una moltitudine per la quale l’unica ragione di vita è apparire nello «Specchio» o da Maurizio Costanzo show ed occupare a tappeto tutti gli spazi nei media e nelle riviste maggiori (…) in realtà non abbiamo interlocutori, i più scambiano la proposta di una Nuova Poesia Metafisica per una boutade o, nella migliore delle ipotesi, per una provocazione; siamo così abituati alla réclame pubblicitaria che tutto viene parametrato sul modello dello spot. La scomparsa di quel fenomeno caratteristico del Novecento, dell’intellettuale dotato di curiosità, segna la scomparsa degli ultimi sparutissimi drappelli di lettori non lettori conformisti, assiderati dallo sciocchezzaio di massa…».

Questa di Dario Bertini è la tipica poesia di un autore di talento che si trova a vivere nella dimensione del supermarket mediatico, in una civiltà post-tecnologica che non sa che farsene di un prodotto letterario. Non è un caso che la poesia delle nuove generazioni abbia abbracciato il modello della performance. La prima reazione istintuale è il rifiuto, il rigetto della letterarietà e la adozione del modello standard della performance come contraltare al compromesso con la tradizione; la seconda reazione è la adozione di un discorso appena ritmizzato, prosastico, snodabile e riannodabile. Direi che in questo rigetto c’è la chiave della nuova oralità della poesia giovanile, che è da considerare un bene prezioso, è un segnale acustico indirizzato verso il mondo sempre più lontano della poesia novecentesca, un indice, un conato di una esigenza di rinnovamento. Una poesia frizzante, effervescente, modernamente ditirambica, scritta con la mano sinistra e in punta di penna, un po’ contro voglia, un po’ di pessimo umore dove si vedono «elefanti rosa» «passeggiare sui tetti, la mattina presto»; qualcuno che «deve andare al bagno»; dove c’è una gran confusione; ci sono «pesci [che] hanno studiato all’università » che parlano «sotto gli ombrelloni», « e non riesci nemmeno a capire cosa dicono i pesci», un «prato pieno di gente», «venditori di frittelle», «lavanderie a gettoni», «tavole calde», con l’evento annunciato della «scomparsa delle cabine telefoniche»; insomma, «una buona soluzione è continuare a respirare», «scriverò i miei prossimi versi sulla carta igienica», che mi sembra un ottimo progetto di poetica in un ambiente che non sa che farsene né della poetica, tantomeno della poesia.

foto tacco a spillo su binario

Dario Bertini da “Prove di nuoto nella birra scura” (2015)

Una buona soluzione è continuare a respirare,
mantenere costante la frequenza cardiaca,
insediare le stanze dei polmoni
col fiato necessario a rimanere in piedi
e contare fino a centomila
fino a quando capisci
che allora essere vivi è avere una stazione nella testa
con taxi, criminali e polizia,
grandi tabelloni orari, uomini in giacca
e donne quasi nude
e un bambino coi pantaloni corti
che deve andare in bagno
(perché qualcuno sempre cerca il bagno,
così il prossimo verso sarà
di un chiarissimo giallo)
e ogni tanto c’è qualcuno che arriva, qualcuno che parte
e tutti insieme gridano il tuo nome
solamente per farti voltare

*

Quando ti staccano la corrente elettrica
la cosa più importante è non starnutire:
proprio allora bisogna procurarsi
due bombole da sub, ma anche tre o quattro,
o una lunghissima cannuccia viola,
e fingere che l’aria nella stanza
sia tutto intorno acqua
ma non è una piscina, sembra mare
e lo capisci appena i pesci ti dicono qualcosa,
e fanno segni strani, strani balletti,
ma non riesci a capire
perché hai dovuto studiare per anni
e non riesci nemmeno a capire cosa dicono i pesci
che ti circondano dalla testa ai piedi
e ti passano accanto veloci
e continuano a dire cose senza senso: così deduci
che anche i pesci hanno studiato all’università.
Allora è finalmente chiaro, che è finalmente scuro,
e il buio intorno non è mare, non è nemmeno acqua,
c’è troppa schiuma
e sembra di sentire una canzone
che dice che la cosa più importante è cercare
di non starnutire
se ti staccano la corrente elettrica
ma i pesci in fondo hanno tutti ragione,
potresti anche capirli un giorno o l’altro,
e proprio perché non sai nuotare
sono prove di nuoto nella birra scura.
*
Tutto ciò che devo fare è mantenere la calma,
fare finta di nulla, che nulla accade,
che non accade di vedere grandi elefanti rosa
passeggiare sui tetti, la mattina presto,
mentre vanno al lavoro, mentre ritornano
la sera, schizzando acqua dalla proboscide,
che penseresti semplicemente stia piovendo,
ma pensare fa male – è dimostrato – perché ogni volta
che ti metti a pensare
cade morto stecchito un venditore di frittelle a new york
o un fresatore di pisa, ogni volta, ogni volta che pensi
qualcosa di qualunque tipo,
che gli elefanti rosa, in fondo, li hanno visti un po’ tutti
prendere il tè verso le cinque, seduti sotto gli ombrelloni
a parlare dell’aumento del prezzo delle lavanderie a gettoni,
delle tavole calde o della guerra fredda,
così tutto ciò che devo fare è mantenere la calma,
sentire le chiavi di casa nella tasca sinistra della giacca,
partire per un paese straniero
dove un giorno mi verrai incontro con quegli occhi
che sono solo tuoi
parlandomi per ore della storia universale degli elefanti rosa.

Anahit 2

Anahit

Ashraf Fayadh 4
Il pericolo non è un cesto di vipere
sopra una bomba atomica,
è il fatto stesso che ci sei,
ma non sei qui
allora chiedo informazioni
a tutti gli angoli della mia casa,
cerco segni nascosti sotto i bicchieri,
faccio amicizia coi piccioni
perché mi dicano qualcosa,
offro da bere ai lupi, mangio coi gatti,
dormo sugli alberi
attraverso il deserto della cucina
in direzione del cielo
quando mi accorgo
che la bellezza è la foto sfocata di un prato
pieno di gente
ogni volta lo so, non sarei in grado
di resistere più a lungo
e faccio l’unica cosa che posso
per mia grande fortuna
i leoni da circo non scrivono poesie
*
scriverò i miei prossimi versi sulla carta igienica
così che possano sentirsi liberi di andare;
li butterò nel cesso, tirando l’acqua,
e poi li sentirò viaggiare dentro ai tubi,
sotto i piedi delle persone e migliaia di macchine in coda,
superando semafori, case, supermercati
continueranno ad andare come piccoli pesci
seguendo la corrente,
e arriveranno al mare,
sentendo il sole brillare forte
lasciandosi annegare al posto mio
*

Era una strana voglia di spaghetti al sugo
fra le tre e le cinque, fra tutti quei muri,
sotto tutto quel cielo, però se ascolti bene,
se ti metti d’impegno c’è ancora qualcuno
che parla malgrado la scomparsa delle cabine telefoniche:
ma le finestre in alto sono sempre più illuminate
se i ragni sul soffitto prendono ancora il tram numero [dieci,
se prima o poi ti toglierai le calze quando ti spogli,
se ad esempio d’autunno le foglie inizieranno
a fare marcia indietro dai marciapiedi ai rami,
ecco potresti raccoglierne un po’, portarmele in regalo,
fare finta davvero che la notte non ci resti
un qualcosa di troppo, un sacchetto bucato,
tutte queste faccende da nemmeno pensare,
da toccare, più piano, come una porta allarmata

 

Annunci

25 commenti

Archiviato in critica della poesia, critica letteraria, poesia italiana contemporanea, Senza categoria

di giorgio linguaglossa | 1 giugno 2016 · 8:30

Il “Poema dell’esilio” del poeta italo-albanese Gezim Hajdari, Atto di accusa contro il regime postcomunista in vigore in Albania – “Nell’Albania comunista di Enver Hoxha vennero imprigionate 30 mila persone, 60 mila internate nei campi dei lavori forzati, 17.900 condannate per motivi politici, 5500 uccise come avversari politici del dittatore Enver Hoxha, 9052 morirono nelle prigioni, 408 rimasero invalidi mentali a causa delle torture disumane subite, 7022 morirono nei campi dei lavori forzati. Furono fucilate o sono morte nelle varie prigioni 148 tra intellettuali, artisti, scrittori, poeti, politici, filosofi, giuristi, traduttori e professori di latino e greco. Mentre 4500 persone sono sparite e ancora oggi non si sa dove giacciono i loro resti”

Besnik Violenza-a-Tirana_1990

Manifestazione a Tirana, 1990

Negli ultimi giorni, la stampa italiana e quella mondiale ha più volte richiamato il caso dell’Albania come la nuova Colombia d’Europa per quanto riguarda il suo ruolo cruciale per la produzione e il commercio della droga. Inoltre il paese, ogni giorno, è all’epicentro di scandali politici, corruzione e traffici illegali. Notizie clamorose del genere non sono del tutto casuali. La corruzione, gli omicidi, i traffici illegali, gli intrecci tra mafia e governanti sono stati e continuano ad essere all’ordine del giorno sin dal 1992.
Prendendo spunto dalla cronaca più recente, pubblichiamo alcuni tratti scelti dalla raccolta Poema dell’esilio del poeta italo – albanese Gezim Hajdari che ha avuto il merito di denunciare già anni fa’, quasi profeticamente, le tragiche vicende sia del regime comunista di Enver Hoxha che quelle dei regimi postcomunisti di oggi. Ma purtroppo, in Albania come in Italia, nessun quotidiano ha dato spazio a questa denuncia pubblica e storica di Hajdari, anzi, il suddetto libro, come del resto anche l’autore stesso, non a caso, sono stati ignorati per ben 24 anni di seguito dalla stampa ufficiale albanese e italiana.
.
Gezim Hajdari cop inglese Gëzim Hajdari
Poema dell’esilio/ Poema e mërgimit
.
I° edizione, Fara Editore, 2005
II° edizione ampliata, Fara Editore 2007

.

«Perché mai sono uscito dal seno materno per vedere tormenti e dolore e per finire i miei giorni nella vergogna?»
Geremia (L’antico Testamento. Libro dei Profeti)
.
«Nel tempo dell’inganno universale dire la verità è un atto rivoluzionario». (George Orwell, La fattoria degli animali)
.
“…Eppure – chissà – là dove qualcuno resiste senza speranza è forse là che inizia la storia umana, come la chiamiamo, e la bellezza dell’uomo!”
Ghiannis Ritsos
. Police breaks up violent protest in Tirana

Manifestazione a Tirana

Nell’Albania comunista di Enver Hoxha vennero imprigionate 30 mila persone, 60 mila internate nei campi dei lavori forzati, 17.900 condannate per motivi politici, 5500 uccise come avversari  politici del dittatore Enver Hoxha, 9052 morirono nelle prigioni, 408 rimasero invalidi mentali a causa delle torture disumane subite, 7022 morirono nei campi dei lavori forzati. Furono fucilate o sono morte nelle varie prigioni 148 tra intellettuali, artisti, scrittori, poeti, politici, filosofi, giuristi, traduttori e professori di latino e greco.       Mentre 4500 persona sono sparite e ancora oggi non si sa dove giacciono i loro resti.       Per motivi politici sono stati confiscati e imprigionati 19.250 ricchi latifondisti e commercianti. La dittatura comunista di Hoxha condannò 310 alti prelati religiosi, distrusse 220 istituzioni religiosi. Fucilò 95 cittadini del Kosovo e imprigionò 250 cittadini stranieri, tra questi 38 donne di nazionalità non albanese. Ma la cosa peggiore è che l’elenco dei nomi dei cittadini fucilati senza processo durante gli anni 1944-1955, non esiste in nessun archivio. Forse questo elenco non si troverà mai. Nelle prigioni e nei campi di internamento albanesi hanno sofferto le pene dell’inferno anche cittadini italiani, greci, tedeschi, austriaci, polacchi, russi, ecc. ecc. Nell’Albania di Enver Hoxha vi furono 40 prigioni e 50 campi di internamento.       Gli artigli del regime stalinista di Hoxha non risparmiarono nemmeno le donne albanesi.       Il regime ne condannò ben 7367, delle quali 308 impazzirono a causa delle torture macabre. Morirono nelle prigioni 45 e furono fucilate 450. Nei campi di internamento furono rinchiuse 46.790, morirono per le fatiche e gli stenti 5118 donne e 320 bambini di fame e malattie.       La costruzione di una vera democrazia in Albania doveva basarsi su due pilastri: uno rappresentato dalla decisione politica di fare luce sui  crimini della tragedia comunista e il secondo fondato sulla restituzione dei beni agli ex proprietari. Sono trascorsi ben venticinque anni dal crollo della dittatura di Hoxha e nessuna di queste due questioni  è stata mai affrontata.       Anzi, l’Albania è l’unico paese dell’Europa dell’Est che non ha aperto fino ad oggi gli archivi della polizia segreta di Enver Hoxha. L’ultimo tentativo ci fu alcuni anni fa’, ma la Corte Costituzionale, presidiata da Femi Avdiu si oppose. Femi Avdiu è stato il presidente del tribunale di Enver Hoxha responsabile della condanna all’impiccagione, avvenuta nel 1988, del poeta dissidente Havzi Nela. Questo giudice criminale comunista, dopo il crollo del regime rosso di Tirana, divenne deputato dei postcomunisti (PSA), nonché presidente della Corte Costituzionale della Albania “democratica”! Mentre l’ordine per l’esecuzione del poeta Havzi Nela fu firmato da Kristaq Rama, vice presidente del parlamento di Enver di Hoxha. Kistaq Rama è il padre dell’attuale premier dell’Albania, Edi Rama!       Pertanto, ancora oggi i responsabili di questo massacro ricoprono alte cariche politiche nell’Albania postcomunista in tutti i segmenti della vita politica, economica, culturale e spirituale facendo di tutto per seppellire la memoria di quanto è successo. Loro non vogliono che la verità storica sia resa pubblica, né in Albania né all’estero. Coloro che tentano di far luce sugli efferati crimini commessi durante il regime di Enver Hoxha, come nel caso di chi scrive, sono considerati dei nemici e condannati perciò al silenzio. dalla mafia politica e culturale di Tirana.       Il Terrore era un sistema, il principio su cui si basava la dittatura stalinista.       Finché il Parlamento di Tirana non riconoscerà il Terrore di Stato come un crimine contro l’umanità, non ci sarà pace nelle coscienze dei cittadini e una vera democrazia in Albania. Il 25 gennaio 2006 l’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa ha approvato la risoluzione 1481 in merito alla “ Necessità di una condanna internazionale dei crimini dei regimi del totalitarismo comunista” in cui si condannano le violazioni di massa dei diritti umani commesse dai regimi totalitari comunisti. Inoltre, tale risoluzione stigmatizza il fatto che gli autori di questi crimini non siano mai stati portati in giudizio di fronte alla comunità internazionale e, di conseguenza, ne deriva una scarsa presa di coscienza pubblica sui crimini del totalitarismo comunista.        Dal 1991 ad oggi il Parlamento albanese, nonostante questa risoluzione dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, non ne ha mai tenuto conto. Il Passato si identifica solo con le vittime e si dimenticano i commissari che progettarono tale carneficina. Fino ad ora la tragedia del genocidio albanese non ha avuto nessun responsabile; non c’è stata una condanna, nemmeno morale. I governi post-comunisti attendono che scompaia la generazione dei perseguitati e, insieme a loro, ogni testimone oculare, ogni testimonianza, ogni ricordo vivente della tragedia storica.       I familiari delle vittime attendono la verità su ciò che è accaduto nelle stanze del Sigurimi (polizia segreta di Enver Hoxha) e sperano che il Parlamento di Tirana condanni finalmente le atrocità perpetrate durante quell’epoca. Il paradosso è che, l’anno scorso il governo postcomunista di Edi Rama, ha premiato decine di ex-alti funzionari della nomenklatura del regime di Hoxha, in quanto ideatori ed esecutori del Terrore di Stato, per aver servito con devozione la patria comunista di ieri! L’Albania si è trasformata in un cimitero sepolto e rivelato: ogni giorno viene scoperta una fossa comune con resti di uomini, donne e bambini considerati nemici della dittatura del proletariato. . Gezim Hajdari colline di Fondi, 2006

Gezim Hajdari colline di Fondi, 2006

      Se fino a ieri, il Paese delle Aquile è stata vittima del regime sanguinario di Enver Hoxha, dal ’91 fino ad oggi, è diventato il paese più corrotto dell’Europa e la terra dei misteri, degli scandali politici inquietanti e degli intrighi internazionali diventando così un pericolo non solo per la sua gente ma anche per i Balcani. I due partiti politici, i democratici e i socialisti, che hanno governato il paese, scambiandosi il potere a vicenda dal 1991 ad oggi, sono nati dallo scisma dello stesso partito comunista di Enver Hoxha. Nella mia Albania, il paese della besa, dell’onestà, dell’ospitalità, dell’amicizia dell’epica; l’Albania dei padri del Rinascimento, della grande tradizione orale e mistica, nulla è cambiato. Anzi, la mia Albania continua a sprofondare ogni giorno di più nella corruzione e negli affari sporchi facenti capo alla nuova oligarchia, caratterizzata spesso da lotte interne spietate per il dominio e il potere. Responsabili di tutto questo disastro economico, sociale, morale, politico e culturale sono gli stessi politici della vecchia nomenklatura di ieri del regime comunista, divisi in clan mafiosi potenti e molto pericolosi, che tengono in ostaggio lo Stato e la vita dei cittadini.       L’Albania e gli albanesi di oggi gestiscono il traffico internazionale della droga, delle armi, della prostituzione, degli esseri umani e del denaro sporco. È da venticinque anni che in Albania è in atto una distruzione generale, mai vista prima e ininterrotta, che pervade tutti gli angoli della vita, dell’ambiente, delle tradizioni e del patrimonio spirituale albanese creato con sacrifici dai nostri antenati nel corso dei secoli. Proprio  dall’Albania e dal Kosovo parte la maggior parte dei mercenari usati per arruolarsi nelle file del Daesh con lo scopo di rovesciare dei governi legittimi come si è tentato di fare recentemente in Siria. L’Albania e il Kosovo, con il voler della CIA americana,  hanno ospitato carceri di tortura dove sono stati torturati cittadini stranieri. Negli ultimi tre anni, sempre con il volere della CIA, l’Albania ha ospitato nel suo territorio 2500 cosiddetti ‘mujaheddin’iraniani, addestrati per destabilizzare paesi e nazioni e per seminare nuove guerre e morte in Iran e in varie parti del mondo in nome di quella che ormai è entrata nei manuali di strategia militare sotto l’appellativo di “Strategia della tensione”.       La mia ‘nuova’ Albania, sorta sui crimini e sui traffici mafiosi, secondo un progetto dei ‘Poteri Oscuri’ dall’oltreoceano, con il consenso vergognoso dei politici mercenari di Tirana, è diventata il paese più pericoloso d’Europa. Sono stati proprio questi poteri oscuri che hanno portato al potere il dittatore Enver Hoxha, che hanno difeso e appoggiato la sua sanguinaria politica per mezzo secolo a Tirana. Sono stati proprio questi  poteri oscuri che hanno eliminato gli oppositori del regime comunista sia in Albania che all’estero. Sono stati proprio questi poteri oscuri che hanno portato al potere con la loro benedizione i postcomunsiti di Sali Berisha, Fatos Nano e di Edi Rama. Sono stati proprio questi poteri oscuri che tengono ancora oggi sotto la loro protezione i responsabili della tragedia comunista. Stranamente molti di questi boia oggi vivono tranquilli negli Stati Uniti. Sono stati proprio questi poteri oscuri che hanno voluto che la nuova Albania venisse costruita proprio sui crimini, sulla droga e sui traffici loschi.       Sono stati proprio questi poteri oscuri che hanno programmato e innescato lo scontro etnico in Kosovo, la distruzione della convivenza balcanica innalzando muri di odio tra i nostri popoli vicini, che nei secoli scorsi, nel male e nel bene, hanno condiviso lo stesso destino. Sono stati proprio questi poteri oscuri che hanno costituito uno Stato fantoccio come quello del Kosovo, gestito ancora oggi da loro, non per il bene di quest’ultimo e del suo popolo, ma piuttosto per i loro interessi personali politici ed economici. .       Il Kosovo, usato come carne da macello dai  poteri oscuri, se fino a ieri è stato la culla dell’albanesità, oggi sta diventando la tomba dell’Albania. Sono proprio questi poteri oscuri che stanno tentando di destabilizzare oggi la Macedonia con l’aiuto degli albanesi macedoni. E non si fermeranno qui. Ma la cosa peggiore è che nell’arco di venticinque anni nessun politico, intellettuale, giornalista, partito o un’associazione albanese ha mai denunciato tutto questo. Nessuno. Anzi, sono pronti a vendere la propria madre in segno di devozione a questi poteri oscuri per avere in cambio di favori, carriera, donne, potere e soldi.       I sedicenti intellettuali, scrittori, analisti, giornalisti, opinionisti, oppositori i quali trascorrono il tempo tra comparsa televisive, caffè e osteria di Tirana, è da venticinque anni che fanno finta di disputarsi tra di loro, ricevendo però premi letterari, titoli, alte cariche, onori e denaro dal potere criminale di Tirana. I loro stipendi, le alte cariche e i loro onori sanno di marcio, di crimine, di prostituzione, di sangue e non arrivano a comprendere che finché l’Albania sarà sotto le grinfie dei poteri oscuri di oltreoceano, non ci sarà mai pace, democrazia, prosperità e una sana sovranità per l’Albania e gli albanesi, ma solo un suicidio collettivo. .       I poteri oscuri, i quali hanno usurpato il mio paese nel lontano 1922, hanno fatto dell’Albania e del Kosovo una zona franca per poter far passare gli affari più sporchi, e la società albanese è la più incriminata d’Europa al cui interno fanno la legge gli assassini a pagamento. In Albania crescono più piante di droga che di erba. Oggi la mia Albania, è l’unico paese al mondo che ha eretto delle statue gigantesche  a due criminali di guerra come G. Bush jr e H. Klinton, come se non bastasse ciò che è stato detto fin qui. L’Albania e il Kosovo, e quest’ultimo ospita la più grande base militare statunitense in Europa, sono diventati delle portaerei di questi poteri oscuri. . A proposito della base militare americana in Kosovo, proprio in questi ultimi giorni, a Tirana, ha avuto luogo un’Assemblea della NATO nella quale, tra le altre cose, la Ministra albanese della difesa, M. Kodheli, ha dichiarato con fervore e passione perversa postcommunista che « la NATO rappresenta una comunità caratterizzata dalla democrazia, la libertà individuale, i diritti dell’uomo e lo stato di diritto (…) e che essa è l’incarnazione dei valori democratici di questa alleanza». Signora Ministra, la NATO, come ha dimostrato la storia, non è altro che un’organizzazione criminale in mano ai poteri oscuri che sin dalla sua nascita non ha fatto altro che seminare guerre, morti, crimini e lutto ovunque nel mondo. Si fa presente alla Signora Ministra Kodheli che la “primavera araba” non si è trasformata in un “inverno arabo”, come pretendete Voi, ma è nata proprio come un “inverno arabo” programmato appunto dai poteri oscuri. E dietro il “diavolo della violenza estrema”, si nascondono sempre gli stessi poteri oscuri; e che sempre dietro al cosiddetto Stato Islamico, oppure DAESH, e gli altri gruppi terroristici”, o ancora “i mercenari da tutto il mondo”, i quali si arruolano e combattono per conto di questi gruppi criminali, come avete dichiarato Voi, si nascondono i poteri oscuri, i quali non solo minacciano “il Medio Oriente e l’Africa del Nord”, come affermate Voi, ma l’Europa intera e oltre ancora. E per di più dietro “l’ondata biblica di rifugiati nelle nostre case o nei paesi vicini” covano i programmi diabolici di questi poteri oscuri. Anzi sono gli stessi che hanno fatto da regia ai conflitti sanguinosi in Afganistan, Iraq, Libia, Siria, si tratta sempre della mano degli stessi poteri oscuri, Signora Ministra. . Con la caduta del Muro di Berlino, sono venute a mancare le condizioni sociali, politiche e ideologiche per mantenere in vita la NATO. D’ora in poi, è più che ragionevole creare un Blocco militare regionale europeo di difesa. Una proposta del genere sarebbe dovuta partire dai politici intelligenti e visionari davanti all’Assemblea della NATO a Tirana. Ma lo squallore insopportabile e isterico postcomunista dei politici-criminali di Tirana non si accontenta di questo. L’invito del Primo Ministro Edi Rama davanti all’Assemblea della NATO a Tirana, per la creazione di una base militare in Albania, è tanto spaventoso quanto pericoloso, e d’altronde può avere delle conseguenze nefaste per il paese, l’ambiente e il futuro dell’Albania. . Si fa presente al lettore che oltre alla Ministra bambola, M. Kodheli, hanno presenziato all’Assemblea della NATO  a Tirana anche: il Presidente del Parlamento albanese, Ilir Meta, accusato di corruzione come anche Milo Djukanovic, Presidente del Montenegro, accusato di corruzione. Quest’ultimo, per sfuggire alla giustizia, ha accettato di vendere il proprio paese alla NATO. Solo l’Assemblea della NATO poteva accettare di trafficare con questi personaggi incriminati sulle spalle dei loro popoli. Sono trascorsi dei giorni ormai dalla dichiarazione di Kodheli, Rama, Meta e Djukanovic davanti all’Assemblea della NATO a Tirana, ma purtroppo nessuna reazione vi è stata da parte di cittadini, politici, intellettuali, scrittori, giornali, associazioni ecc. ecc. per opporsi a queste pericolose iniziative in campo militare. Un silenzio degno di un atteggiamento tipico della prostituzione spirituale e intellettuale. . L’Albania e il Kosovo hanno ceduto la sovranità nazionale a questi poteri oscuri, i quali gestiscono ogni angolo della vita politica, economica, militare, culturale e spirituale del paese, e non solo. E tutto ciò peserà a lungo sul destino e il futuro della nazione ma anche su quello dell’intera area balcanica. L’Albania e il Kosovo, che attualmente si trovano in un vicolo cieco, hanno una storia, meglio una ControStoria, tutta da riscrivere. . Gezim Hajdari a Venezia

Gezim Hajdari a Venezia

Gëzim Hajdari
Poema dell’esilio/ Poema e mërgimit .
.
Ho contribuito al crollo della dittatura albanese
e alla ricostruzione democratica della patria,
perché aspiravo alla libertà e alla bellezza, ma vincitrice
è stata la nomenklatura di ieri, macchiata di sangue e crimini di Stato.
È per questo che sono in esilio, amici miei.

.

Ho partecipato alla fondazione del Partito Democratico all’una di notte e,
mesi dopo, anche a quella del Partito Repubblicano nella città di Lushnje,
entrambi partiti d’opposizione, quando tutti tremavano dalla paura e nessuno
credeva ed immaginava la caduta e la sopravvivenza della dittatura rossa.
È per questo che ho scelto l’esilio, amici miei.

.

[…]

.

Nel 22 marzo ’92, ho concorso al parlamento albanese nella città di Lushnje,
ma ha vinto colui che l’indomani è divenuto Ministro degli Esteri
e vice premier di Berisha , appoggiato dalla mafia di Tirana.
Mi sono chiuso in casa per tre giorni di seguito.
È per questo che soffro l’esilio, amici miei.

.

«Ma il peggio deve ancora venire!»

.

Due anni dopo, il popolo di Lushnje, prese in ostaggio allo stadio
il suddetto signore, T. Shehu, cioè il Ministro
e gli mise il porro nel culo,
perché non mantenne le promesse elettorali.
È per questo che mi trascino in esilio, amici miei.

.

Ora l’ex-ministro degli esteri, nonché ex-vice primo ministro di Berisha,
è vice rettore della nuova Università di Tirana,
fondata dalla Congregazione italiana “I figli della Signora Immacolata”!
Che la Signora Immacolata salvi l’anima macchiata del suo figlioccio!
È per questo che mi annullo nell’esilio, amici miei.

.

Dopo la tragica sconfitta della Democrazia
sono stato costretto ad abbandonare la patria, di notte,
sotto la pioggia, senza una stretta di mano,
perché minacciato di morte.
È per questo che mi perdo nell’esilio, amici miei.

.

«Ahimé, djemtë e shqipes a migliaia se ne vanno!
Miseri noi per la vostra sorte!»

.

La mia unica colpa è stata di non aver accettato compromessi,
denunciando gli abusi e i crimini del vecchio regime
e quelli del nuovo regime di Berisha
sulla stampa locale e nazionale.
È per questo che mi sento felice in esilio, amici miei.

.

[…]

.

Nella sede del Partito Democratico di Lushnje,
un suo militante mi ha colpito buttandomi a terra
perchè avevo scritto sul giornale, che i suoi, durante la dittatura,
avevano torturato gente innocente.
È per questo che mi rabbuio in esilio, amici miei.

.

Nel “Bar Blerimi”, a Lushnje, il figlio di un direttore “democratico”,
criticato da me sul settimanale Ora e fjalës (di cui sono stato uno dei fondatori
nonché vice direttore dello stesso), mi ha colpito in mezzo alla gente,
mentre stavo per prendere un caffè. Non era la prima volta che venivo aggredito.
È per questo che vivo in esilio, amici miei.

.

[…]

.

Nella sede del Partito Repubblicano, nel quale ero segretario
per la mia provincia, spararono. Fu una vera minaccia. Avevamo perso.
Non c’era più posto per me in patria. Sono fuggito sconfitto e disperato
in una notte di pioggia, senza una stretta di mano.
È per questo che raggiungo me stesso in esilio, amici miei.

.

«Che voi non possiate dimenticare la terra degli avi! Eravate la speranza!»

.

Gli “amici del Partito democratico” di Lushnje, dopo la mia fuga,
presero l’appartamentino fatto di una stanza, una cucina e un bagno,
dove abitavo e lo vendettero alla zia del sindaco ‘democatico’ della città,
mettendo per strada i miei genitori e migliaia di volumi di libri.
È per questo che grido in esilio, amici miei.

.

Oggi mia madre è malata, lo Stato albanese non le ha concesso
una pensione minima; invalido è anche mio padre, ex-partigiano
della resistenza. Tutti e due vivono in una baracca umida e fredda, senza luce,
né acqua, senza telefono. Non si sono mai sdraiati su di un letto caldo e asciutto.
È per questo che mi prostro nell’esilio, amici miei.

.

Mia madre non è riuscita ad avere il terreno di suo padre. L’hanno esclusa
dall’eredità, perché in Albania la giustizia è malata e corrotta; mia madre,
Nur, che compie 77 anni, non ha soldi per corrompere gli avvocati e i giudici.
Mia povera vecchierella, da una vita continua a chiedere prestiti ai vicini
per passare il mese!
È per questo che vigilo in esilio, amici miei.

.

Gli avvocati che difendono la causa di mia madre sono gli stessi che confiscarono
il terreno alla sua famiglia, e a quella di mio padre, durante il comunismo.
I funzionari di ieri sono i funzionari dello Stato albanese di oggi; hanno cambiato
solo colore, uffici e tessere di partito. Dietro le maschere si nascondono i loro volti
di sempre.
È per questo che denuncio in esilio, amici miei.

.

La stessa sorte ebbero anche i beni di mio nonno ad Hajdaraj , che da proprietario
terriero divenne kulak . Sul quotidiano del dittatore «Zëri i popullit»
(La voce del popolo), 23 giugno 1953) mio padre venne chiamato nemico
del popolo. Fu licenziato come geometra e ragioniere, per essere mandato
a pascolare i buoi della cooperativa dello Stato.
È per questo che affido il mio corpo all’esilio, amici miei.

.

Dopo essere stati confiscati di tutti i loro beni, i comunisti obbligavano i kulak
a salire sugli asini, con il volto rivolto all’indietro. Al collo di ogni kulak,
il segretario del partito appendeva dei campanelli. Li facevano “passeggiare”
per le strade dei villaggi e delle città, umiliandoli e insultandoli a furor di popolo.
È per questo che guardo in faccia l’esilio, amici miei

.

«Canta la lahuta la sciagura shqiptare!» […] Gezim Hajdari Poema dell'esilio COPERTINA FARA Gezim Hajdari Cop Poema dell'esilio 2png L’ex-presidente Berisha vendette i beni dello Stato, cioè del popolo,
ai trafficanti e alla mafia per pochi soldi e diede ordine che venissero bruciate
le documentazioni delle privatizzazioni vergognose,
legalizzando pubblicamente il furto!
È per questo che adoro l’esilio, amici miei.

.

«Investite i vostri soldi nelle banche (fantasma)», – consigliava l’ex-presidente
dalla sua televisione di Stato; la gente vendette case, terreni, animali, per investire
il ricavato nelle casse dei ladri democraticimafiosi di Tirana. Solo l’ex-direttore
della polizia A. Shehu ha fatto scomparire 63 milioni di dollari!
È per questo che non rinuncio all’esilio, amici miei.

.

Migliaia di famiglie furono distrutte, si suicidarono anziani, giovani e donne,
ingannati dal loro governo; altri annegarono nell’Adriatico per la disperazione,
l’umiliazione e la fame. 1 milione e 600 mila cittadini albanesi hanno perso
nelle banche truffa 1.4 miliardi di dollari ! Berisha dovrebbe essere giudicati
per la tragedia che hanno causato al popolo albanese.
È per questo che impazzisco in esilio, amici miei.

.

I politici delinquenti albanesi sono responsabili della morte di migliaia di donne,
bambini e giovani, annegati e sbranati dai pescicani nel mare Adriatico;
mentre loro hanno fatto affari con gli scafisti e le banche fantasme. Il pesce
che viene mangiato dagli italiani e dagli stessi albanesi durante il pranzo
e la cena, si è nutrito con la carne di quei miei poveri connazionali!
È per questo che abbraccio l’esilio, amici miei.

.

«Mio dio, sentiamo cose inaudite!»

.

Il “democratico” Berisha pestò gli ex-perseguitati politici
seppellendo una volta per sempre le speranze della Democrazia,
perché chiedevano i propri diritti, mentre i kulak rimasero
per sempre ingannati dalla sporca riforma di Berisha e da quella di Nano.
È per questo che mi ubriaco di esilio, amici miei.

.

L’ex-presidente Alia , nel 1991, approvò la legge 7501 che distribuiva la terra
ai contadini albanesi, secondo il numero dei membri delle famiglie.
Berisha mise in pratica la legge di Alia, dando la terra e il diritto di proprietà (i tapì)
ai contadini, mentre gli ex-proprietari terrieri rimasero con le mani in tasca.
È per questo che sopravvivo in esilio, amici miei. […] Gezim Hajdari, Siena 2000 (1)



Il più grande parco divertimenti al coperto d'Italia
Tantissime attrazioni per tutta la famiglia e giostre per ragazzi
Divertimento tra lo zucchero filato e la frutta caramellata

Il più grande parco divertimenti al coperto d’Italia

16-17 dicembre 2017
Dal 22 dicembre 2017 al 7 gennaio 2018
13-14 gennaio 2018

Winterello

Presto online!

Braccialetto

Clicca qui!!

Intrattenimento

Clicca qui!

Attrazioni

Clicca qui

Partner

Supporter