Risparmiello: Camera da letto Mondo Convenienza Donatella, Eleonora, Marina comprare online fascino pandora

Risparmiello

Risparmiello con recensioni e opinioni del catalogo mobili. Prezzo nei negozi di arredamento.

10/12/14

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Camera da letto Mondo Convenienza Donatella, Eleonora, Marina

Entro nelle varie soluzioni di una camera da letto Mondo Convenienza per scoprire le versioni che mi interessano di più e il catalogo per gli ordini online aiuta a capire quale collezione matrimoniale completa può piacere maggiormente al cliente interessato a comprare i modelli già pronti, magari con la scelta di altri mobili da assemblare in base ai propri gusti sulle opzioni disponibili dei complementi d'arredo preferiti.

Opinioni Marina


Inizio a sfogliare il catalogo per vedere la camera da letto Mondo Convenienza Marina e noto che il prezzo di listino delle composizioni suggerite parte da 500 euro fino ad arrivare a un massimo di circa 650 €. In generale ci sono opinioni favorevoli per quanto riguarda l'importo, soprattutto nel caso in cui si decide di acquistare una soluzione usata più economica. Ovviamente l'importo del modello denominato Marina può cambiare non solo in base alle varianti disponibili della versione matrimoniale completa, ma anche a seconda degli sconti nel periodo dei saldi o durante le date del calendario dedicate alle promozioni speciali sull'acquisto.

Prongo un attimo i prezzi consigliati con la lista completa del catalogo Mondo Convenienza camere da letto matrimoniali per farsi un'idea prima dell'acquisto dei mobili.
  • DONATELLA, camera completa con letto contenitore o giroletto, prezzo da 476 a 604 euro.
  • MARINA, da 423 a 595 €, soluzioni con ponte 6 ante, giroletto, completa con letto contenitore.
  • ELEONORA, prezzo da 487 a 739 euro, senza considerare offerte scontate con i saldi.
  • SIRIO, da 469 a 745 euro.
  • GIADA, da 487 a 625 euro.
  • ASTRA, questa camera da letto e le seguenti si mantengono sempre sui prezzi tra 400 e meno di mille euro.
  • DISCOVERY
  • NETTUNO
  • LEADER
  • IRENE
  • PANDORA
  • FRECCIA
  • MAXY
  • DECOS
  • DOOR
  • TIMES
  • CECILIA
  • ADELE

Specchi come ante dell'armadio


Prendo come esempio una camera da letto Mondo Convenienza Marina per vedere un piacevole effetto pino chiaro della finitura e gli specchi come ante dell'armadio che sono sempre molto utili per vestirsi nella stanza da notte. L'opzione a contenitore della struttura della composizione Marina presa per la spiegazione della recensione, permette di usare meglio gli spazi in funzione di un utile guardaroba da tenere sotto il materasso.

camera da letto mondo convenienza

Vado sulla camera da letto Mondo Convenienza della versione matrimoniale completa che si chiama Sirio. La fascia di prezzo è un po' più alta rispetto a Marina, infatti la collezione Sirio costa intorno a 750 euro, ma naturalmente consiglio di controllare la presenza di speciali percentuali di sconti interessanti prima di decidere quale linea comprare nei negozi che hanno la sede con l'esposizione dal vivo, oltre al catalogo che serve per farsi un'idea in anteprima ed eventualmente persino ordinare online.

Sirio, contenitore con rete a doghe, armadio 6 ante, comò e comodino


La soluzione della camera da letto Mondo Convenienza Sirio che prendo come esempio propone un effetto rovere grigio con l'aspetto molto bello per via dell'abbinamento con il pino chiaro. I colori del materiale usato per la realizzazione possono cambiare in base alle varianti disponibili per l'acquisto e, senza limitarsi all'esclusiva soluzione matrimoniale completa Sirio, si possono aggiungere a parte i complementi d'arredo prodotti dalla stessa azienda. Contenitore con rete a doghe, armadio a 6 ante con specchio nella parte centrale, comò e comodini. Insomma, si tratta di una linea pratica per l'uso di una coppia sposata o di una persona che viva da sola in un appartamento.

Eleonora, Cecilia, Giada, Freccia e Pandora


Esistono altri nomi interessanti di camere da letto matrimoniali complete in vendita presso i negozi Mondo Convenienza? Certo, per esempio non posso dimenticare di nominare alcune collezioni come Eleonora, Freccia e Pandora, Cecilia e Giada.
Quanto costano queste soluzioni moderne con tutti i mobili indicati sulla scheda tecnica dell'articolo? La descrizione delle varianti di Freccia, Pandora Cecilia, Giada o Eleonora è sempre chiara e suggerisco di approfondire la lettura delle informazioni sul catalogo online, ma spesso è meglio andare direttamente nei punti vendita che si trovano in Italia.

Prezzo per una soluzione d'arredo moderna


La camera da letto Mondo Convenienza è comoda ed elegante, i colori si possono scegliere in base ai gusti personali e il prezzo rimane quasi sempre sotto 1.000 euro, tranne in alcuni casi. Insomma, costano il giusto le versioni disponibili della linea Pandora, Eleonora o Freccia, cioè una soluzione d'arredo moderna che viene proposta anche con sconti e promozioni speciali che risultano delle vere occasioni in offerta per i clienti dell'azienda che scelgono di comprare i prodotti visti sul volantino.

Nel frattempo stavo guardando con gusto le immagini che mostrano le varianti di Delia, Emma e Lux e nel caso della camera da letto completa in stile moderno in vendita da Mondo Convenienza, apprezzo l'idea di personalizzare l'ambiente usato maggiormente di notte per dormire, ma anche il giorno per riposare e per trascorrere qualche ora in totale tranquillità.
Tra Emma, Lux e Delia si può scegliere l'opzione con cassetto contenitore sotto il materasso, oppure le ante a specchio dell'armadio, il comodino e il comò incluso nel pacchetto da comprare subito.

Complementi d'arredo


Tra le varie soluzioni moderne della camera da letto matrimoniale Mondo Convenienza, consiglio di approfondire le informazioni sulle caratteristiche principali che riguardano i complementi d'arredo di tutta la linea e ci metto anche altre varianti chiamate Uno, Sky, Saturno, Buonanotte o Maxi al fine di non dimenticare nemmeno un articolo.
Le opzioni adatte al cliente che cerca l'aspetto classico e tradizionale le segnalerò in una prossima recensione, perché in questo articolo mi limito ad alcune opinioni sulla collezione contemporanea della camera da letto matrimoniale Mondo Convenienza disponibile con modelli completi di tutti i mobili essenziali.

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spogli

Associazione Culturale Amore e Psiche
supplemento di "segnalazioni" - spogli di articoli apparsi sulla stampa e sul web

domenica 7 aprile 2013

l’Unità 7.4.13
In rete la «base» avverte: niente alleanza con il Cav


Perplessità, dubbi e proteste in rete per la proposta di Franceschini di dialogare col Pdl: quasi duecento post sulla pagina Facebook dell’ex capogruppo prendono di mira un’eventuale alleanza con il partito di Berlusconi. Peppe Ruggeri esprime la preoccupazione di molti: «Con Berlusconi abbiamo dato abbastanza per il bene del Paese. Cercate di supportare Bersani invece di fare sempre la classica guerra fratricida di sinistra», è il suo invito. Chiara Locatelli non ci crede. Si chiede anzi se non sia un tardivo pesce d'aprile.

l’Unità 7.4.13
Democratici, si formano i fronti del congresso
L’area di sinistra si organizza per raccogliere la sfida di Renzi sulla leadership
di M. Ze.


Per ora sono incontri informali, piccoli capannelli nei corridoi di Montecitorio dove il tempo è sospeso in attesa di un governo. Giovani turchi, parlamentari della sinistra Pd (e vendoliani) si confrontano in vista del congresso di autunno ma anche qui vai a capire che succede... se si fa un governo Bersani che non muore nel giro di una stagione, se un governo del Presidente, di transizione oppure si torna al voto. Non è ininfluente per il destino del congresso quello che accadrà da qui ad allora. L’obiettivo di molti, soprattutto chi teme un Pd schiacciato sulle posizioni renziane, è il partito unico con dentro Vendola, Giuliano Pisapia, aperto al civismo e ai movimenti. Di sinistra. Una forte e massiccia componente di sinistra da contrapporre a Matteo Renzi dato fortissimo nei sondaggi.
Nichi Vendola l’altro ieri ha detto che i tempi sono maturi per un rimescolamento con il Pd, ma il contenitore deve essere pensato per tenere il passo con questo tempo così lontano dal Lingotto, dal Novecento, un tempo stravolto dalla crisi economica, della democrazia, della politica. Superata la sinistra liberista, superati gli estremismi a vocazione minoritaria, c’è bisogno di un nuovo orizzonte.
Un progetto che si è affacciato più volte nel dibattito in questi anni, che oggi rilanciano i giovani turchi Matteo Orfini e Andrea Orlando e non dispiace a molti altri. «È il momento di mescolarsi. Serve un partito riformista moderno, che dia un colpo decisivo alla vecchia morfologia politica di questi anni dice Vincenzo Vita È l’unico modo per rispondere alle proposte di Matteo Renzi in modo non conservativo o inutilmente arroccato».
«C’è una spinta molto forte ad accelerare i tempi di discussione su come si va al congresso racconta un democrat che renziano non è e quello su cui molti di noi sono d’accordo è che non si può andare in ordine sparso».
Bisogna arrivarci, ragiona la sinistra Pd, con un’idea di partito ben chiara, con una piattaforma programmatica alternativa a quella del sindaco fiorentino e con una leadership. Fabrizio Barca, tanto per fare nomi, non ha nascosto la sua intenzione di mettersi in gioco. A chi gli chiedeva se intendeva fare «il curatore fallimentare» del Pd, ha risposto che «i curatori fallimentari servono quando ci sono aziende fallite, non vedo aziende fallite. Il Pd è un partito, quello a cui corre la mente di una persona di sinistra come me».
Cesare Damiano, parlando dell’attuale ministro, lo ha definito «un ottimo politico che può diventare un punto di riferimento di sinistra» e lo stesso Beppe Fioroni (i cui rapporti con Renzi sono pari a zero) lo ritiene una risorsa.
Sul fronte renziano per ora non si sbilanciano sul congresso. «Capiamo bene quale deve essere il profilo che vogliamo dare al partito, poi si può parlare di nomi», dice Simone Bonafé. In realtà il futuro del sindaco e il suo ruolo al congresso sono legati ai fatti di queste prossime settimane. Se nasce un governo che scavalla l’anno di vita allora sarà inevitabile dover passare per il congresso d’autunno e decidere se giocarsi la segreteria del partito (a cui il sindaco non tiene particolarmente) sapendo di essere un candidato fortissimo, o puntare sulla leadership chiedendo una modifica dello Statuto che sleghi il destino del segretario (che Renzi lascerebbe a uno dei suoi) da quello della premiership. Se si andasse al voto in autunno sarebbe il congresso stesso a saltare, invece. Smentiscono seccamente da entrambi i fronti le voci di un patto di desistenza tra la sinistra Pd e Renzi che vedrebbe il sindaco candidato alla premiership e il partito con un segretario come Barca.
Walter Verini, veltroniano che alle primarie si è schierato con Bersani (mantenendo una posizione molto critica verso il segretario), dice che il punto non è se aprire a Vendola perché «nel Pd, nato per unire tutte le culture riformiste, per essere il partito del nuovo secolo e non del Novecento, di centrosinistra e non di sinistra, è evidente che c’è spazio per Vendola». Per Vendola, «ma anche per Pietro Ichino e le altre forze riformiste moderate, mentre dal 2009 a oggi abbiamo assistito al progressivo allontanamento di queste culture e il risultato è l’emorragia di milioni di voti». Quello che sembra chiaro, per ora, è che i blocchi di partenza si stanno delineando.

La Stampa 7.4.13
Il Pd già in fase-congresso I popolari ora attaccano
L’area Franceschini-Fioroni bypassa il segretario, in vista del voto per il Quirinale
di Fabio Martini


Senza un governo e con un Presidente della Repubblica ancora da fare, di punto in bianco nel Pd si è avviato un frenetico rimescolamento interno, come se si fosse aperto un congresso anticipato. Dopo le brucianti esternazioni nei giorni scorsi di Matteo Renzi (poco gratificante nei confronti di Bersani e auspice di larghe intese), ora è la volta dell’ex segretario del partito Dario Franceschini, che ha platealmente aperto ad un governo con i voti del Pdl, dunque su una linea diversa da quella di Pier Luigi Bersani. Una svolta importante perché è stata preannunciata, due giorni fa, dallo stesso Franceschini a Bersani in un incontro senza testimoni e che le due parti hanno successivamente confidato esser stato «molto franco». Svolta importante perché se ne è reso protagonista Franceschini uno dei capofila degli ex popolari (Letta, Bindi, Fioroni, Marini), che dopo una lunga stagione di compatto allineamento al segretario, sembrano essere usciti dal loro “letargo” politico. Svolta significativa perché sposta il baricentro del partito su un’ipotesi politica (una maggioranza col Pdl) che dentro il Pd finora è stata sostenuta con sfumature diverse da personaggi tra loro diversi - D’Alema, Renzi, Veltroni, Fioroni - che al momento opportuno potrebbero far “massa critica” e spostare tutto il Pd su una posizione dialogante.
D’altra parte quello di Franceschini è un riposizionamento che guarda all’interno del partito ma che ha riflessi importanti anche nella discussione in corso sul Quirinale e per il nuovo governo. Nella sua intervista al “Corriere della Sera”, Franceschini ha sostenuto che è ora di finirla col «complesso di superiorità» della sinistra verso Berlusconi»: finché il leader è il Cavaliere, bisogna «dialogare» con lui e dunque con gli attuali rapporti di forza non si può non tentare «un governo di transizione», perché «o si accetta un rapporto col Pdl o non passerà nessun governo».
E per il Quirinale, Franceschini ha tracciato un identikit («una persona con un’esperienza politica e parlamentare») che corrisponde a Franco Marini, non esclude Giuliano Amato e per il momento non comprende Romano Prodi. Certo, gli ex popolari hanno una spiccata preferenza per Marini (già leader della Cisl, poi segretario del Ppi e quindi presidente del Senato) e non soltanto per affetto per il loro ex leader: «Attenzione alla fase sociale che stiamo vivendo - dice Beppe Fioroni - quel che è accaduto a Civitanova Marche, prima e dopo, dice che la tensione sta crescendo sopra il livello di guardia e da questo punto di vista non andrebbe sottovalutata l’importanza di avere al Quirinale una personalità che è stato per tanti anni un punto di riferimento per i lavoratori italiani».
E in effetti la mini-contestazione nei confronti del presidente della Camera e quella analoga verso il presidente del Senato all’Aquila, documentata dal Tg5, sono sintomi significativi perché lambiscono anche personaggi “nuovi”. Dice Riccardo Nencini, segretario del Psi: «In questi giorni si stanno moltiplicando i segnali di insofferenza verso l’indecisionismo della politica, che ho potuto personalmente verificare: dopo Franceschini, prima o poi arriveranno, se non tutti quasi tutti». Nencini, legato ad un rapporto di lealtà con Bersani, di più non dice, ma nel Pd, oltre a Franceschini, c’è anche un dalemiano atipico come Nicola Latorrre ad aprire al Pdl: «Il Pd deve smettere di demonizzare Renzi. Ora serve un accordo con il Pdl». Un rimescolamento di posizioni che fa dire ad un battitore libero come Pippo Civati: «Sono un po’ stupito da tanto situazionismo. Tra dieci giorni andiamo a votare il capo dello Stato e se va avanti così ci arriviamo stremati: non mi sembrano i giorni migliori per anticipare il nostro congresso».

l’Unità 7.4.13
Nichi Vendola
«L’orizzonte è il socialismo europeo. E una chiara volontà di uscire
dal trentennio liberista. Renzi? Gli chiedo di essere più innovatore»
«Rimescoliamo la sinistra. Ma senza governo Bersani, il Pd rischia il caos»
intervista di Rachele Gonnelli


Un «rimescolamento», così Nichi Vendola ha risposto all’invito di Matteo Orfini a oltrepassare le porte del Pd. Rimescolamento, precisa, non vuol dire inventare una nuova «Cosa» a sinistra e neppure ripartire dai nomi. «Sarebbe comico cominciare una discussione dai nomi». «Il problema sostiene il governatore della Puglia è ripartire dall’analisi della crisi, recuperare un giudizio condiviso sugli ultimi trent'anni di rivoluzione liberale nella prospettiva di un socialismo del futuro, keynesiano e ambientalista, che non sia una variante effervescente dell’egemonia dei mercati finanziari».
Un socialismo epurato dal blairismo?
«Non voglio sfregiare gli album di famiglia, però quel ciclo si è concluso e il problema ora è: può esistere la prospettiva di Stati Uniti d’Europa, cioè di una forte democrazia europea, mutilando il Vecchio continente del suo welfare? O si può intendere che le politiche economiche e sociali delle destre europee hanno spinto le nostre società entro un precipizio recessivo che oggi mescola drammaticamente la crisi sociale con la crisi democratica, povertà, violenza razzista, nazionalismo, localismi, corporativismo. Siamo di fronte al pulviscolo di quello che fu una narrazione civile e una proposta politica». Questa casa comune dei progressisti in cui Sel potrebbe occupare una stanza, in Europa avrebbe come riferimento i socialisti, dico bene?
«Dove si gioca la partita? Lo vorrei dire anche ai compagni delle formazioni della sinistra radicale: dove si combatte? Noi sappiamo che è globale il problema della ricostruzione della sinistra. E coincide con il tema della ricostruzione dell’Europa. Di una sua anima, del suo essere un paradigma di civiltà. Penso che le forze del socialismo europeo siano il luogo in cui far convivere le tante culture politiche, che lì possano competere sul piano delle idee invece che sul piano elettorale. C’è una tendenza minoritaria, chiusa in un minimalismo di partito che rischia di essere mero fenomeno ornamentale. Ma anche una cultura minoritaria in un contenitore grande diventa contaminazione e lievito. Del resto chi, su quale atollo di questo universo frastagliato, può dirsi sicuro di avere gli strumenti adeguati per rappresentare la politica del futuro? Più utile che suddividerci in tanti comitati elettorali, può essere alimentarci reciprocamente come parte di una intelligenza collettiva. Pensando ai grandi partiti progressisti nel mondo e non solo in Occidente, anche in America latina dove una sinistra iperideologica e vissuta per tanto in clandestinità è stata in grado di smetterla di essere prigioniera di formazioni ideologizzate, creando partiti post ideologici in cui la cultura politica si è arricchita. È preferibile l’ininfluenza piuttosto che giocare in mare aperto? Certo, a determinate condizioni».
Quali? E soprattutto con quali i tempi: sembra un processo lungo.
«Né lungo, né breve. Non si deve applicare uno schema scolastico. La linea politica è un’idea che puoi fare agire in qualsiasi momento della giornata. Si fa avanti un’ipotesi di scissione nel Pd? Se dovessi fare un discorso tutto interno a interessi di bottega, dovrei dire che questa prospettiva mi favorirebbe. Invece non lo auspico. Lo sforzo deve essere più grande. Per questo dico a Renzi che l’innovazione non è metodologica, pratichiamola». Cosa dice a Renzi? Mica ho capito. «Perché all’elezione del nuovo presidente non possiamo avvicinarci con lo stesso spirito con cui è stata costruita l’operazione di grande pulizia che ha portato all’elezione di Laura Boldrini e Pietro Grasso? La stessa ispirazione, non da battaglia navale delle posizioni politiche ma ascoltando le ferite, il dolore che si leva nel Paese. Il Capo dello Stato non può essere il garante delle nomenklature, deve essere costruito come il punto più alto di abbraccio del popolo italiano. È garante dell’unità del Paese, tanto spesso delegittimata e minacciata. È custode dei valori della Costituzione, bombardati da vent’anni. Apriamo il cuore alla ricerca».
È in questo spirito che Bersani vedrà Berlusconi?
«L’incontro è da rubricare tra gli ordinari rapporti tra forze politiche. Sarebbe curioso se il capo del centrosinistra non parlasse con il capo del centrodestra. Altra cosa è immaginare un patto impensabile e indecente, come se il Quirinale possa diventare una specie di trofeo di caccia». Renzi non è l’unico disposto a un governissimo. E a Bersani c’è chi, anche nel Pd, imputa l’attuale stallo. Tu invece continui a sponsorizzarne la premiership?
«Con tutto il rispetto per i dirigenti del Pd la legittimazione di Bersani è più larga del recinto degli eletti. È bene sapere che discutere della leadership di Bersani rischia di essere un depistaggio rispetto all’analisi del passaggio che stiamo vivendo in un contesto tanto caotico. La possibilità di incontro tra istanze riformiste e istanze radicali, di uno scambio culturale e politico di saperi ed esperienze che può consentire l’avvio di una fase inedita nella storia del Paese. Un riformismo audace, non subalterno al volto feroce del liberismo con la maschera della modernità». Dicevamo delle condizioni per questo rimescolamento o casa comune.
«Il Pd per come si vede in questo passaggio è una galassia di protagonismi, di linee politiche. E c’è una sorta di galleggiamento in questo mare di contraddizioni. Ma questo è anche il problema dell’Italia. Il più grande deposito di risorse democratiche e civili e ora con altri depositi di contraddizioni e ambiguità. Ci sono dei nodi che bisogna sciogliere. Il Pd è dentro una fase congressuale, suvvia. Quando il segretario del partito e capo della coalizione di maggioranza segue un’ipotesi A e i suoi leader seguono l’ipotesi B è chiaro che la principale salta in aria. Non sto criticando, sto constatando».
Un congresso ora non aumenterebbe il caos?
«Non un congresso classico. Ci sono dei passaggi di fronte al precipitare degli eventi per cui un gruppo dirigente prende una posizione e ciò incide. Se Bersani riesce a fare un governo e apre una prospettiva nel Paese, il Pd diventa un’altra cosa, per me molto più interessante. Ma non vale farla facile come una fusione, sarebbe un fatto solo di ceto politico. Lo dico nella modestia delle proporzioni. Sel ha problemi analoghi al Pd, deve decidere come mettersi a disposizione per una sinistra di governo capace di essere interlocutrice delle giovani generazioni».
Fabrizio Barca è un nome che le starebbe bene alla guida?
«Barca ci sta per consegnare un manifesto politico, una sollecitazione culturale e una riflessione a cavallo della sua esperienza di governo. Sarebbe fargli torto mettere da parte il suo contributo e parlare di lui. Lui poi conosce la stima di cui gode in tutto il mondo della sinistra, e non solo».

Repubblica 7.4.13
Il leader Sel Nichi Vendola: pronti a mescolarci con il Pd, potremmo rappresentare una ricchezza
"Non ci sono alternative al segretario la nostra gente non capirebbe l´inciucio"
Matteo mi ha deluso, pensa che non sia possibile fare altro che un governissimo o le elezioni anticipate
La partita politica del centrosinistra è disturbata da un congresso dissimulato dei democratici
di Giovanna Casadio


ROMA - «Non ci sono alternative a un governo Bersani. La partita politica del centrosinistra è continuamente disturbata da un dissimulato congresso del Pd». Nichi Vendola, il leader di Sel, boccia del tutto la proposta di dialogare con il centrodestra.
Vendola, in mancanza di una maggioranza al Senato, il centrosinistra dovrebbe prendere in considerazione un governo di transizione?
«Facciamo un passo alla volta, ora siamo dinanzi alla doppia e più importante sfida: da un lato, consentire l´immediato inizio dei lavori parlamentari, e quindi bisogna far partire le commissioni alle Camere, perché l´avvitamento della politica ha bisogno di essere affrontato rimettendo la politica davanti ai problemi reali. Dall´altro lato, apprestiamoci all´elezione del nuovo inquilino del Quirinale, sapendo che al vertice dello Stato bisogna guardare proprio con lo sguardo dell´Italia addolorata e indignata, che ha bisogno di tornare a credere in un progetto condiviso».
E quali sono i suoi nomi per il Colle?
«Non li faccio ora. Però "no" a un presidente della Repubblica che sia il garante delle nomenklature, sì a una biografia che dia una carica di speranza al paese. Ecco, darsi un orizzonte chiaro, aiuta a vivere più lucidamente i passaggi tattici».
C´è un´alternativa al governo del cambiamento che vuole Bersani?
«No, dal mio punto di vista non c´è. Il nuovo capo dello Stato non può che ripartire dall´incarico a Bersani. Lo dico con tutto il rispetto per chi ha altre opinioni, inclusi gli autorevoli dirigenti del Pd, Matteo Renzi e Dario Franceschini. Tuttavia nessuna opinione è più autorevole di quella espressa da 3 milioni di elettori delle primarie. Sa cosa mi ha deluso di Renzi?».
Cosa?
«Matteo pensa che ci sia una specie di "ora x" per il cambiamento e che oggi non sia possibile fare altro che immaginare il governissimo con il Pdl o le elezioni anticipate, perché "tertium non datur". Questo suo realismo rischia di replicare vecchi copioni, e impedisce al centrosinistra di mettere in campo l´innovazione e l´audacia di cui c´è bisogno persino a livello della manovra politica».
Niente quindi governo del presidente, oppure di scopo o di transizione?
«Voglio dire una cosa a tutti noi, al Pd: guardiamo questo ventennio lucidamente. La nostra gente ci ha progressivamente abbandonati; una sinistra del disincanto e del rancore è confluita in parte nei 5Stelle o non va più a votare. La sinistra è inciampata nell´inciucio, per indicare un fenomeno antico ma anche moderno ovvero il trasformismo e la subalternità culturale al modello liberista. Possibile che anche ora entriamo in questa strettoia esattamente con le vecchie scarpe che ci hanno portato a precipitare tante volte? Altro che governissimo!».
Ma se non ci sono alternative al governo Bersani, si va più in fretta alle urne?
«Oppure si fa il governo».
Mescolarsi con il Pd: il suo partito è d´accordo?
«Abbiamo bisogno di maggiore ricchezza. Alla "mia" sinistra ricordo che in un soggetto grande e plurale una tendenza minoritaria diventa stimolo, spina nel fianco. La battaglia per gli Stati uniti d´Europa, nel Partito per il socialismo europeo, potrebbe essere il primo banco di prova».
Si sta perdendo tempo non varando un governo?
«Nel perdere tempo, c´è l´attività di alimentare polemiche inutili. Si cominci a fare lavorare il Parlamento».

La Stampa 7.4.13
Sale la voglia di intesa Pdl-Pd Bersani indebolito dai suoi
Al via la settimana decisiva: incontro tra i leader, e nome condiviso per il Colle
di Federico Geremicca


Secondo i più ottimisti, il grosso sarebbe ormai fatto, e resterebbe solo il problema di mettersi d’accordo su un po’ di nomi: sul nome, cioè, del futuro Presidente della Repubblica, su quello dell’uomo che dovrà guidare il prossimo governo e - addirittura sulla definizione con la quale battezzare l’esecutivo che verrà. Gli ottimisti, infatti, danno ormai per scontato che la linea indicata da Bersani dopo il voto (o un governo del cambiamento o meglio le elezioni) sia ormai minoranza nel Pd e che ora, dunque, si possa andare rapidamente verso un qualche governo (c’è però appunto il problema di dargli un nome...) sostenuto da democratici e Pdl assieme. L’elezione di un Presidente della Repubblica non “divisivo” sarebbe contemporaneamente - secondo i molti che cominciano a vedere vicina l’uscita dallo stallo la premessa e la conferma che l’intesa è ormai a un passo.
Ma in campo non ci sono solo gli ottimisti, perchè il fronte di quanti pensano che lo stallo sia tutt’altro che rimosso è ancora ampio. Questo fronte è animato soprattutto dai “fedelissimi” di Bersani: che continuano a ripetere che i voti del Pd non possono tornare a sommarsi a quelli del Pdl (come per il governo Monti) pena una sicura, nuova delusione elettorale. Il punto, però, è che il fronte dei sostenitori della linea del segretario sembra andare assottigliandosi ogni giorno di più: non ne fanno più parte leader del calibro di D’Alema, Veltroni, Bindi, Marini, Fioroni, Finocchiaro e - da ieri - Dario Franceschini. Matteo Renzi, naturalmente, non ne ha mai fatto parte, eppure non è granchè ottimista: «Non credo - confessava qualche giorno fa - che Bersani possa fallire, perchè immaginare una sua non riuscita nel tentativo di fare un governo significa immaginare la sua morte politica».
Ottimisti e pessimisti (il discrimine è la partenza della legislatura) continuano dunque a fronteggiarsi alla vigilia dell’avvio di una settimana nella quale tutti i nodi (o quasi tutti) dovranno esser sciolti, visto che a metà di quella successiva (il 18) il Parlamento comincerà a votare per l’elezione del nuovo Capo dello Stato. Entrambi i fronti, per altro, non hanno difficoltà ad individuare nell’annunciato faccia a faccia tra Bersani e Berlusconi il luogo e l’occasione per un chiarimento ed una decisione ormai non più rinviabili. La novità, rispetto ad ancora qualche giorno fa, è che il segretario del Pd sembra arrivare a quest’appuntamento notevolmente indebolito, per lo scarso successo raccolto sulla linea «o governo di cambiamento o elezioni» e per il lento ma progressivo sfarinamento dell’ampia maggioranza che lo ha fino ad ora sostenuto all’interno del Pd.
Quante possibilità ci sono che nell’atteso faccia a faccia la coppia Ber-Ber riesca a trovare un’intesa? A questo punto, non poche: elezioni anticipate già a giugno, infatti, sembrano sempre più una jattura per il Paese, e la forza delle cose insomma - sembra ormai spingere decisamente verso un accordo. Il patto che i due leader tenteranno di stringere - anche per stoppare l’irruzione in campo di Matteo Renzi, vista da entrambi come il fumo negli occhi - dovrà però esser tale da non mortificare né l’uno né l’altro. Si tratterà di individuare un Presidente della Repubblica il cui nome non costituisca una chiara sconfitta per alcuno dei due, e quindi un premier stavolta super partes davvero. Non sarà facile, ma non è certo impossibile.
Resterà, poi, la faccenda del nome del governo da varare: non potrà chiamarsi “governissimo”, perchè Bersani non potrebbe accettarlo; ma nemmeno “tecnico”, perchè Berlusconi ne reclama uno “politico”. Se nascerà, allora, si chiamerà di scopo, “del Presidente” oppure di “transizione”, come suggeriva ieri Dario Franceschini. Perchè la sostanza è certo la cosa più importante: ma in faccende così, anche il come presentarla può essere decisivo...

La Stampa 7.4.13
“Il Cavaliere vuole trattare ma Quirinale e governo sono due cose diverse”
Fassina: “Dopo l’elezione un governo ci sarà”
Il tentativo che Bersani porta avanti per quanto abbia poche possibilità, ne ha certamente più di tutte le altre
Fassina non esclude che tornare alle urne possa essere un male minore
intervista di Alessandro Barbera


Onorevole Fassina, ora anche Berlusconi ha i suoi otto punti. Che ne pensa? Un programma di governo o l’inizio della nuova campagna elettorale?
«Ma che elezioni. Berlusconi è uscito allo scoperto un’ora dopo la conferenza stampa del governo nel tentativo di offuscare un decreto - quello sul pagamento degli arretrati della pubblica amministrazione - molto positivo per l’Italia».
Secondo lei dunque il Cavaliere teme le urne e vuole trattare?
«Eccome. Berlusconi sta cercando di mescolare le carte, di fare un unica grande trattativa che tenga insieme governo e nuovo presidente della Repubblica. Mi permetto di dire che seguire questo percorso sarebbe un grave danno per il Paese. Una cosa è discutere con il Pdl un nome di garanzia per tutti, altra cosa è il governo».
Nel suo partito non tutti sembrano pensarla come lei. Anzi, la sensazione è che la gran parte del gruppo dirigente ormai la pensi in modo diverso e si sia convinto che non ci sono alternative alla trattativa con Berlusconi. Non è così?
«Non mi pare che nessuno nel mio partito stia proponendo un governo politico col Pdl».
Lo chiamano governo di transizione, nei fatti è un governo di tutti. Anche perché l’alternativa sono le elezioni. Crede ancora a soluzioni diverse?
«Il tentativo che Bersani porta avanti, seppure in forme diverse aperta a tutte le forze politiche, per quanto abbia poche possibilità, ne ha certamente più di tutte le altre. Dopodiché vedremo in quale contesto ci troveremo dopo la nomina del capo dello Stato».
Che vuol dire? I lettori potrebbero non comprenderla. Vuol dire che dopo la nomina del successore di Napolitano si spalancheranno le porte per un governo?
«È evidente che la soluzione per la presidenza della Repubblica favorisce od ostacola un clima di collaborazione e di disponibilità fra le forze politiche. Dopo quella elezione un governo dovrà uscire dal cilindro. Se fosse un governo diverso da quello a guida Bersani, sarebbe inevitabilmente di corto respiro e ci porterebbe alle elezioni entro un anno».
Fassina, questa intervista avremmo potuto farla un mese fa. Non crede che nel frattempo siano cambiate un po’ di cose?
«E infatti non è successo nulla. È chiaro che siamo ad un passaggio che in qualche modo azzera il percorso fin qui fatto e potrebbe consentire una ripartenza che può dare qualche chance ad un governo diverso».
La nomina del nuovo Capo dello Stato non sarà una pedina di scambio come dice lei, ma non può essere nemmeno un moltiplicatore di voti. I numeri in Parlamento sono sempre gli stessi. I grillini non diranno mai sì ad un governo con voi, il Pdl invece sì.
«I numeri del Parlamento sono sempre gli stessi, e tuttavia le convergenze sul nome possono creare le condizioni perché dopo il governo ci sia. Di forze in Parlamento ce ne sono molte: i grillini, Monti, la Lega».
Cioé lei ci sta dicendo che la trattativa unica per Presidente e governo la fa, ma non con Berlusconi, con il quale evidentemente faticate a trovare un nome condiviso. Proviamo a fare qualche nome che lei gradisce?
«Niente giochini, non partecipo al totonomi».
Non crede che il ritorno al voto sarebbe una iattura? Il Paese si può permettere questo clima di incertezza?
«Bisogna scegliere il male minore. A novembre 2011 facemmo la scelta della governabilità, non è detto che questa volta la scelta giusta sia quella».

Corriere 7.4.13
Pd, il pressing interno su Bersani apre un varco al governo di scopo
Segretario più isolato. Renzi: come finirà? In tanti non vogliono le elezioni
di Monica Guerzoni


ROMA — A quaranta giorni dal voto, il Pd è a un punto di svolta. L'apertura di Dario Franceschini a un esecutivo di transizione con il Pdl ha rivelato come il «piano A» di Bersani — governo di minoranza e convenzione per le riforme — non regga più l'onda d'urto delle pressioni interne. Ormai tutti i capicorrente hanno dato il via libera, più o meno esplicitamente, a un accordo con Berlusconi per un governo di scopo, che faccia le riforme prioritarie e scongiuri il voto anticipato. E a questo punto il segretario, sempre più isolato, non sembra avere altre strade che accordarsi con il Cavaliere o trascinare il Paese al voto. Beppe Fioroni riassume così lo stato d'animo prevalente nel partito: «Buon senso ci guidi. Prima presidente di larghe intese condiviso, poi governo espresso dalla stessa maggioranza».
Tre giorni fa, quando Matteo Renzi disse al Corriere «intesa con Berlusconi o voto», nel Pd si scatenò l'inferno. Ma adesso il clima è cambiato. «Non so se la soluzione di un governo Pd-Pdl sia quella che davvero i dirigenti romani sceglieranno — ragiona il sindaco di Firenze —. Ma le elezioni non le vogliono in tanti...». Hanno paura di lei? «Non credo alla fantapolitica — sdrammatizza Renzi —. È difficile che uno come me, che sta lontano da Roma, possa capire come andrà a finire». In realtà Renzi lo ha capito benissimo, ha afferrato per primo come Bersani e Berlusconi siano vicini alla stretta di mano che suggella il patto e ha provato a stopparlo, prima che sia tardi. E però, denunciando che il Pd «sta perdendo tempo», ha suonato la sveglia a Bersani. Prova ne sia il fatto che Davide Zoggia e Miguel Gotor, due tra i dirigenti più vicini al leader, si affrettano a riportare la «conversione» di Franceschini nel solco della linea ufficiale: no al governissimo, sì al dialogo con Berlusconi.
Anche Enrico Letta, che ha un ruolo chiave di cerniera con le opposizioni interne, condivide l'apertura di Franceschini e pensa che il Pd debba smetterla con i complessi di superiorità. E poiché Veltroni, D'Alema e Anna Finocchiaro sono (da tempo) sulla stessa lunghezza d'onda, Bersani ha fretta di uscire dall'angolo. «Se dimostra di avere in pugno il rapporto con Berlusconi senza darlo a vedere — suggerisce Marco Follini — taglia le ali agli oppositori interni e può anche spuntarla». Il Secolo XIX ha chiesto a Rosy Bindi se il Pd non si senta ostaggio del segretario e la presidente ha risposto «Bersani non sa più che fare e il partito è fermo, senza prospettiva». La Bindi ha smentito con forza il colloquio «mai avvenuto», ma nel Pd ne è nato un caso che conferma come la pentola a pressione rischi di esplodere. Per non bruciarsi, il leader si sta muovendo. Chi spera in un passo indietro sembra destinato a restare deluso. «C'è fibrillazione, è vero — ragiona Bersani con i suoi —. Ma il Pd reggerà, perché il governissimo non lo vuole nessuno e nemmeno il voto. Ci sono spazi significativi perché il tentativo riesca». Stato d'animo dovuto alla convinzione che il prossimo capo dello Stato non potrà che «ripartire da chi ha più numeri». E, dunque, da Bersani...
Il segretario accelera, tanto che ieri si era sparsa persino voce di un possibile incontro segreto nel weekend a metà strada tra Piacenza e Arcore. Ma al Nazareno smentiscono e assicurano che l'ex premier e il segretario non si vedranno prima di giovedì, a Montecitorio e con tutti i crismi dell'ufficialità. L'intensità con cui Letta e Migliavacca trattano con il Pdl perché «la chimica» del primo e cruciale incontro tra i duellanti produca miracoli, conferma come tutto si sia messo in movimento. «Arriveremo lì dove si doveva arrivare tre settimane fa» sospira il socialista Marco Di Lello. Il fattore Renzi è stato determinante, sia Bersani che Berlusconi hanno interesse a disinnescare il sindaco di Firenze... Ma il renziano Roberto Reggi tifa contro l'accordo: «Il tentativo di Bersani è morto». Il problema, come il leader temeva, è la base. Sul web gli elettori democratici sono in rivolta, hanno fiutato «l'inciucio» e avvertono Bersani: «L'accordo con Berlusconi è un suicidio».

Corriere 7.4.13
Speranza, il capogruppo Pd alla Camera
«Cavaliere legittimato, non ha voti di serie B. È giusto confrontarsi»
Ma serve un governo di cambiamento
intervista di Monica Guerzoni

qui

Corriere 7.4.13
Perché la «ditta» Pd deve cambiare
di Antonio Polito


Il titolo dell'Unità che ha scatenato una lite nel Pd svela, forse inconsapevolmente, il nocciolo della questione. Il giornale accusava infatti Renzi di aver detto «No al governo Bersani». Ma che cos'è esattamente il «governo Bersani»? Andrebbe chiarito, perché all'inizio era un accordo con Grillo su otto capitoli di programma; a metà era diventato un tentativo di spaccare il Movimento di Grillo ottenendo il voto di un gruppo di dissidenti; alla fine era la richiesta a Berlusconi — pur senza mai nominarlo — di consentire la nascita di un governo di minoranza; in ogni momento ha presunto un sostegno di Monti che non è mai stato né contrattato né promesso. Nel caso dovesse risorgere dallo stato di crio-conservazione in cui si trova, in quale di queste incarnazioni si presenterebbe per farsi dire di no dal giovane e scalpitante sindaco fiorentino?
La verità è che il «governo Bersani» è uscito battuto dalle urne, e il Pd non uscirà dalle sue angosce finché non ne prenderà atto e non affronterà seriamente, come si faceva un tempo, l'analisi del voto. Quel progetto politico si basava infatti sul tentativo di vincere le elezioni con un fronte unito delle sinistre, sperando che il Porcellum facesse il miracolo di trasformare una minoranza in una maggioranza, grazie alla debolezza del fronte opposto. Ma la sinistra da sola in Italia non può vincere perché è da sempre una minoranza troppo piccola. Togliatti e Nenni, che pure non erano Bersani e Vendola, ottennero appena un po' di più di loro, sfiorando il 31% nel 1948; Berlinguer, che pure era Berlinguer, superò al suo apice il 33%. Le elezioni del 2013 sono state la più sferzante conferma di questa legge della politica italiana, perché anche di fronte a un tracollo della destra l'elettorato ha preferito creare un terzo polo pur di non consegnare il governo alla sinistra.
Il gruppo dirigente che si raccoglie intorno a Bersani ha invece letto il voto come il segno di una epocale svolta a sinistra dell'elettorato italiano, che avrebbe premiato Grillo solo perché il Pd era stato troppo timido nel suo pur antico anti-berlusconismo. Non si spiegherebbe altrimenti perché ha prima offerto al Movimento 5 Stelle la testa di Berlusconi (ineleggibilità vent'anni dopo e arresto appena possibile), e perché oggi punti a tornare nella direzione da cui proviene fondendosi con Vendola e affidandosi a Barca. Per questo è importante l'intervista al Corriere con cui ieri Franceschini ha rotto l'unanimismo di facciata nel Pd e il lungo silenzio di quella corrente dei Popolari che un tempo ne rappresentava il centro. Non solo e non tanto perché dice ciò che è ovvio, e cioè che i numeri consentono soltanto un dialogo con Berlusconi (esattamente ciò che ha detto Renzi, ma scommettiamo che oggi l'Unità non lo tratterà allo stesso modo). Ancor più rilevante è che Franceschini interpreti lo stato d'animo del Paese come una disperata richiesta di buon governo cui il Pd non può sottrarsi, combattendo l'estremismo invece di rincorrerlo. Il futuro del Pd è in un sistema bipolare in cui l'avversario lo scelgono gli elettori, non nella supponenza di rappresentare l'unico elettorato moralmente degno. Grillo non è il suo alleato naturale, ma la talpa che gli scava il terreno sotto i piedi.
La Rete e le sue minoranze attive non equivalgono al Paese, il quale non premierà chi è più zelante nel dannare il nemico, ma chi è più efficace nel salvare la casa comune. Pd e Pdl sono condannati a ricostruire insieme una democrazia funzionante, o a perire nel rogo del sistema democratico. Il giaguaro non è stato smacchiato e anzi è comparso pure un altro gattone dotato di artigli affilati. Se il Pd è un partito e non una «ditta» la cui ragione sociale è la mera prosecuzione della specie di chi lo dirige, è ora di riconoscere come stanno le cose e di cambiare tattica e strategia, o di cambiare leadership.

Repubblica 7.4.13
Il Pd si divide sul governissimo e sul web scatta la rivolta "Niente accordi con Berlusconi"
Franceschini: dialogo con il Pdl. Renzi: nessuno vuole votare
Fioroni: una linea di buonsenso. Ma da Puppato a Casson: chiusura assoluta
di Silvia Buzzanca


ROMA - Dario Franceschini rimescola ancor di più le carte nel Partito democratico. Che litiga, interpreta e si divide. L´ex capogruppo parla della necessità di dialogare con Silvio Berlusconi, di «superare il complesso di superiorità per cui se l´avversario ti piace ci parli, altrimenti non ci parli nemmeno». Parole che vengono lette come uno stop a Pier Luigi Bersani, al suo progetto per un «governo di cambiamento».
Ma Franceschini dice anche di essere d´accordo con il segretario sul no al governissimo, perché in Italia «non ci sono le condizioni», ma «chiusa la possibilità di un rapporto con Grillo, per sua scelta, i numeri dicono che o si accetta un rapporto con il Pdl, o non passerà nessun governo». Indica però una terza via, una via d´uscita all´impasse, ovvero «un esecutivo di transizione che prenda le misure necessarie per dare ossigeno all´economia mentre in Parlamento si fanno le riforme istituzionali».
L´intervista al Corriere della Sera fa discutere il Pd, le sue diverse anime, riapre i giochi e delinea nuovi scenari. A cominciare da quelli di Renzi. Il sindaco di Firenze comincia ad avere dubbi su un voto molto rapido. Ieri infatti commentava: «Le elezioni mi sa che non le vogliono in tanti». Secondo il primo cittadino fiorentino, «noi dobbiamo abituarci alla serenità, alla serietà e alla coerenza. Io non so se la situazione di un governo Pd-Pdl sia quella che davvero i dirigenti romani sceglieranno».
Sul versante dei bersaniani si da un´altra lettura dell´intervista. Davide Zoggia, infatti, fa notare che l´ex capogruppo si muove nel solco indicato dal segretario: «Dialogare con tutte le forze politiche disponibili al cambiamento e aprire una nuova fase di riforme». Ma, continua Zoggia, Franceschini, «escludendo il governissimo, rimarca il solco che il segretario Bersani considera strategico sia per individuare una personalità condivisa per il Quirinale, sia per dare un governo al paese».
Altra corrente, altra versione. Beppe Fioroni, esponente dell´area ex popolare del Pd, legge le parole di Franceschini come un salutare ripensamento. «Buon senso ci guidi. Prima presidente di larghe intese condiviso, poi governo espresso dalla stessa maggioranza. Questa è la normalità», scrive su Twitter. E conclude, «questo percorso politico per noi sembra evento straordinario, frutto di laceranti riflessioni e conversioni per molti. Facciamolo senza parlare». Avrebbe invece parlato Rosi Bindi, per ammettere al Secolo XIX che sì, Bersani tiene in ostaggio il partito. «E´ così purtroppo, Bersani non sa più che fare e il partito è fermo, senza prospettiva», avrebbe detto. Ma la Bindi ha smentito, il giornale ha confermato.
Ma parla anche la senatrice Laura Puppato. «Le ipotesi che si stanno facendo di un governo con il Pdl non corrispondono al mandato ricevuto e sono una catastrofe politica per l´Italia e per il Pd», spiega la parlamentare veneta. Un pensiero condiviso da un altro senatore veneto: Felice Casson. «Vedremo se sarà possibile ragionare in maniera più allargata - dice - ma ribadisco che se c´è Berlusconi la chiusura non potrà che essere assoluta».
Una posizione che trova molti consensi sulla Rete. Con minacce del tipo: «Ok fate accordi col nano e vedrete cosa faremo delle nostre tessere Pd». O «Se vi alleate con Berlusca la tessera elettorale ve la spedisco direttamente in ufficio». O inviti perentori: «Con Berlusconi abbiamo dato abbastanza per il bene del paese. Finitela con la classica guerra fratricida di sinistra».

Repubblica 7.4.13
L’altolà di Bersani ai fan del piano B "Non intendo accettare i ricatti di nessuno"
Il leader è sicuro: il partito sarà dalla mia parte anche stavolta
Pierluigi ripete: "Solo un governo di cambiamento può connettersi al disagio sociale"
Largo del Nazareno avverte: "In un teorico esecutivo del presidente Pierluigi non entra"
di Goffredo De Marchis


ROMA - Al confronto con Berlusconi per il Quirinale, Bersani si prepara così, ragionando con i suoi collaboratori: «Il problema è che l´Italia capisca che non accettiamo ricatti da nessuno e non ci mettiamo settarismo verso nessuno». È una risposta che non vale solo per il Cavaliere, ma è rivolta anche al Pd. Il suo partito infatti arriva diviso alla partita per l´elezione del nuovo capo dello Stato. Diviso rispetto alla posizione e al ruolo del segretario. Con un fronte, ogni giorno più largo, che gli chiede una trattativa seria, senza riserve e senza retropensieri, con il Pdl. Evitando di giocare su due tavoli: quello del centrodestra e quello del rapporto con Beppe Grillo. Anche mettendo da parte, stavolta definitivamente, la candidatura dello stesso Bersani per Palazzo Chigi.
A dieci giorni dal primo voto dei grandi elettori per il Colle, si è creato un oggettivo asse tra Matteo Renzi, Enrico Letta, Walter Veltroni, Massimo D´Alema e Dario Franceschini, asse che chiede al segretario di cambiare linea. Non per arrivare al governissimo (forse solo la proposta del sindaco di Firenze gli si avvicina), ma per abbandonare definitivamente la pista del Movimento 5stelle e "abbracciare", nel modo più indolore possibile, il Cavaliere. «Esecutivo di transizione» è la formula usata ieri da Franceschini in un colloquio con il Corriere. «Piazzare una bella pietra sopra alla non maggioranza», precisa il vicesegretario Letta che di Bersani in questo momento è il principale confidente. Il segretario ascolta, registra, osserva i movimenti sotterranei e in superficie del partito. Già dopodomani, alla riunione dei gruppi parlamentari (un esercito di oltre 400 persone), è atteso da un passaggio molto delicato. Poi, a metà settimana, è previsto il faccia a faccia con Berlusconi. Ai dubbi e ai dissensi interni, Bersani dovrà rispondere precisando bene il percorso. E le tappe che lo hanno preceduto. Ieri è emersa anche la fronda di Rosy Bindi, con un´intervista al Secolo XIX smentita, ma confermata dal quotidiano.
Sarà inevitabilmente una discussione vera. Nel partito, il dibattito, più che aperto, è spalancato. Renzi appare tutt´altro che solo. E a Largo del Nazareno non si aspettano un abbassamento di toni. «L´agitazione è fisiologica, destinata ad aumentare non a diminuire», dicono. Del resto, anche i bersaniani ci mettono del loro lanciando per il futuro il nome di Fabrizio Barca in funzione anti-rottamatore. Ma i collaboratori più stretti riportano le parole esatte del segretario: «Del Pd, della sua tenuta non mi preoccupo. Lo conosco bene. Al momento giusto il partito c´è. E ci sarà anche questa volta».
I suoi fedelissimi giurano che la linea non muterà, che le correzioni, nella sostanza, non saranno rilevanti. «Alla fine, sulla proposta di fondo, tutti vedono che non ci sono alternative», spiegano. Solo un governo di cambiamento «può connettersi con il disagio sociale. Il governissimo non esiste perché non reggerebbe l´impatto della crisi. Per questo, il Pd deve rimanere aperto, orecchio a terra. Nessuno ha mai proposto un esecutivo organico coi grillini. Ma l´assetto politico attuale non è definito una volta per sempre. Non sappiamo ancora come evolverà la dinamica dei 5stelle». Governo del cambiamento continua a fare rima con Bersani premier, con un tentativo che non è tramontato. Se fosse possibile un esecutivo diverso avrebbe già visto la luce. «Invece non si scorge all´orizzonte e con evidenza non è nemmeno pronunciabile». Eppure se ne vedono i contorni, magari sfumati, magari lontani. A Largo del Nazareno parlano di «casi molto teorici». Ma per il bene della ditta, tanto cara a Bersani, non si considera lesa maestà, «il fatto che il Pd si tenga un margine».
Anche lo schema per la presidenza della Repubblica non varia: «La strada della larga condivisione resta quella primaria - è la posizione di Bersani -. Se Berlusconi non fa ricatti e accetta la rosa del centrosinistra, l´accordo si fa. Alla luce del sole. La discussione del Pd c´entra ben poco in questo caso. Dipende tutto dal capo del Pdl». In quella rosa, i nomi spaziano da Giuliano Amato a Massimo D´Alema a Franco Marini a Emma Bonino che da sempre ha un feeling con Bersani. Gli "ambasciatori" del Pd, o più precisamente del leader sono impegnati nel lavoro preparatorio del vertice col centrodestra. Tenendo insieme sia il voto sul capo dello Stato sia il dopo, ossia l´esecutivo. «Il Pdl e la Lega - spiega uno di loro - preferiscono non mettersi di traverso a un governo dal profilo politico, piuttosto che ingoiarne uno tecnico o del presidente». Ma se la risposta del Cavaliere è no, si cambia strategia per il Quirinale. «Si parte da un accordo imbullonato con Mario Monti». Che ha come favorito per la corsa al Quirinale Romano Prodi (guardando ai 5Stelle) e, forse, il rilancio dello stesso professore della Bocconi.

Repubblica 7.4.13
Il pressing dei big su Pierluigi "Non si può insistere solo sul tuo nome nel partito bisogna aprire una fase 2"
L’assalto delle correnti dai renziani ai Giovani turchi
Il segretario accusato di riunirsi nel bunker E Veltroni gli rinfaccia: nel 2009 fui costretto a lasciare la segreteria
di Giovanna Casadio


ROMA - Da qualche giorno le riunioni di Bersani con i collaboratori più fidati - Migliavacca, Errani, Zoggia - sono soprannominate "il bunker". Dov´è Bersani? Nel bunker: è la risposta aspra che, con un sorrisetto, i Democratici consegnano ai cronisti. Nel "bunker" si decide la linea, che è quella di andare fino in fondo verso il "governo di cambiamento" guidato dal segretario. Ma fuori dal bunker, si salda un fronte di correnti e di dirigenti del Pd pronti ad archiviare le mosse bersaniane: non c´è solo un governo Bersani, va aperta una fase 2.
Matteo Renzi, il "rottamatore" è in campo, apertamente e le bordate alla linea di Pierluigi Bersani sono quotidiane. Ma pure Dario Franceschini ha tratto il dado. Sostiene, l´ex segretario, che è tempo di prendere atto che Berlusconi ha milioni di voti, un´intesa con il Pdl va trovata, e soprattutto che ci vuole «un governo di transizione». Un modo per dire a Pierluigi e al suo entourage, che intestardirsi non vale e che è tempo di abbandonare il "piano A", cioè il governo del cambiamento, dal momento che i numeri non ci sono e non ci saranno. Lo smottamento è in atto. Benché i bersaniani neghino, minimizzino, raccontino dei contatti continui tra Dario e Bersani, il Pd è alla svolta forse più drammatica dei suoi 7 anni di vita e della sua scommessa politica, che è stata quella di unire ex Pci ed ex Dc, immaginando un partito popolare progressista.
Enrico Letta, il vice, difende Franceschini. Ritiene che Dario non abbia affatto preso posizione contro Bersani, ma stia tentando di spostare un po´ in avanti la timidezza del mondo bersaniano. L´«arroccamento», dicono i renziani. «La mia lealtà a Pierluigi è piena», ha ripetuto Letta. Che però, se il governo del cambiamento non si potesse fare, allora pensa a un governo del presidente. Si racconta di un D´Alema, che di Bersani è stato il "grande elettore" alla segreteria, in dissenso totale con la ridotta in cui si trova oggi il Pd. Comunque, D´Alema è negli Usa, già alla scorsa Direzione del partito aveva dato forfait per impegni all´estero. Veltroni è stato subito per un´altra rotta: il governo del presidente. E ha ricordato pubblicamente, con perfida bonomia, che a costringerlo a lasciare la segreteria del Pd nel 2009, dopo la sconfitta del centrosinistra alle regionali in Sardegna (e il Pd era al 33%), fu proprio Pierluigi... Insomma, la ruota gira: con il partito al 25% e lo stallo politico, Bersani veda un po´. Fioroni, leader dei Popolari, è fan delle larghe intese. A fare cerchio attorno al segretario sono ora i "giovani turchi". «Un´area elastica», la definisce Stefano Fassina, che ne fa parte ma non ha condiviso alcune fughe in avanti, come il documento dell´altroieri che chiede la costituzione subito delle commissioni parlamentari. «Troppi posizionamenti... non siamo mica un´armata Brancaleone, stiamo andando un po´ oltre, uno si sveglia e fa una cosa. Sono un bersaniano "senza se e senza ma", però comprendo che se Pierluigi non va a Palazzo Chigi, una fase sarà finita. È fisiologico». Rincara Francesco Verducci: «L´ipotesi di larghe intese non risolve lo stallo, lo aggrava. Si lavora per Bersani pancia a terra». Un altro dei leader della "gauche" del Pd, Matteo Orfini è sarcastico: «Quello che ha detto Dario? Irrilevante. Finirà in minoranza in Direzione. Certo ne discuteremo, laicamente, sia di quanto afferma Franceschini che di quanto sostiene Renzi. Con il Pdl non si fa nessun accordo». La "gauche" e i liberal renziani si trovano a sorpresa sulla stessa lunghezza d´onda: «Nel partito troppi hanno paura delle urne», ripetono. Loro, no. A temere un collasso del Pd è il sindaco di Bologna, Virginio Merola, per il quale gli strattoni dei renziani e quelli dei "giovani turchi" rischiano di provocare un crollo, una falla insanabile. Lo spettro della scissione, evocato spesso a sproposito, non è mai stato così concreto.

Corriere 7.4.13
L'amara solitudine di Napolitano e le ferite della democrazia
di Paolo Franchi


Immalinconito. Deluso. Amareggiato. Nei giorni scorsi gli aggettivi utilizzati per descrivere lo stato d'animo del vecchio presidente si sono sprecati. Forse, anzi, sicuramente non andavano molto oltre la superficie delle cose. Però in qualche misura hanno colto nel segno. Giorgio Napolitano si è sempre rappresentato, con un pizzico appena di autoironia, come un «atarassico», che ha scoperto giovanissimo (parola di Curzio Malaparte) la propria capacità di non perdere la calma «neppure dinanzi all'Apocalisse», sotto i bombardamenti che martoriavano la sua Napoli. Per una vita, ben prima di salire al Quirinale, ha sempre dosato quasi maniacalmente non solo le parole, ma pure i punti e le virgole di interventi, articoli e interviste. Significherà pure qualcosa, allora, il fatto che a caldo, sul Corriere del primo di aprile, parlando con Marzio Breda, sia ricorso a un lessico per lui a dir poco inusuale. Constatando amaramente che il suo mandato rischia di finire «in un modo surreale». E collocando «tra il geniale e il demente» i sospetti e le dietrologie di cui era stato fatto oggetto.
C'è però un sostantivo, solitudine, che probabilmente rende meglio di tanti aggettivi la condizione di un presidente lasciato solo, appunto, e messo nemmeno troppo velatamente sotto accusa dai partiti. Da quegli stessi partiti che erano saliti al Colle per testimoniargli la loro incomunicabilità, i loro veti reciproci, e dunque la loro impotenza. Si è discusso molto, e si è fatta anche della comprensibile ironia, sui saggi, o sui facilitatori, o sugli esperti, chiamati da Napolitano a istruire con lui la pratica delle riforme e degli interventi possibili, da consegnare ormai tra pochi giorni al suo successore. E, come se non bastasse, ci si è messa di mezzo pure la surreale caduta di Valerio Onida nella trappola della Zanzara, quasi a dimostrazione del fatto che, da noi, la farsa trova il modo di andare in scena anche nelle ore più gravi, quasi fosse una componente insopprimibile del carattere nazionale. Può darsi benissimo, anzi, è altamente probabile, che la decisione di Napolitano sia più un modesto placebo che un antidoto efficace. Ma rappresentarla, ora apertamente, ora tra le righe, come una specie di golpe bianco, o come un ultimo sconfinamento in una sorta di presidenzialismo sui generis, questo no, non si può e non si deve, o non si dovrebbe, fare. E soprattutto non avrebbero dovuto farlo, non foss'altro per decenza, le tre minoranze di dimensioni più o meno simili lasciate sul campo dal terremoto elettorale, nessuna delle quali è in condizione né di vincere la guerra né di porre condizioni realistiche per stipulare qualcosa di simile a una tregua: tre minoranze che si marcano rumorosamente a distanza, come se avessero smarrito ogni capacità di ascolto e di comunicazione con le speranze e (soprattutto) con le angosce di un Paese peggio che impaurito.
Non è solo un (comprensibilissimo) stato d'animo, la solitudine del presidente. Lo stile aiuta, certo, anche perché non è qualcosa di affettato e di esibito, ma un abito mentale: e tanto più risalta quando tutto attorno dilagano, all'apparenza almeno incontrastate, l'improvvisazione e, spesso, la volgarità. Ma nessuno stile al mondo può bastare, da solo, a mettere in secondo piano il fatto che questa che si sta consumando può rapidamente diventare, se già non lo è, una tragedia repubblicana. Napolitano, il primo (e probabilmente l'ultimo) former communist al Quirinale, non è - non è mai stato - il presidente che viene dal freddo. È stato, ed è, uno dei rappresentanti più significativi della storia migliore e della cultura politica della Prima Repubblica, che tutto fu, fuorché presidenzialista. Sin dall'inizio del suo mandato, si era posto come obiettivo, nella speranza che a conseguirlo concorressero «un sussulto di operosità riformatrice e anche un moto di rinnovamento dei partiti», il superamento di un bipolarismo tanto rissoso e selvatico quanto inconcludente, e l'avvento di una democrazia dell'alternanza finalmente matura. Ben prima di questo tristissimo sabato di Pasqua ha dovuto riconoscere che si trattava di «aspettative troppo fiduciose o avanzate». Ma non per questo the quiet power broker, il posato mediatore dotato insieme di grande realismo e di «una ricca cultura barocca» di cui ha detto il New York Times, le ha abbandonate al loro destino. Nemmeno quando, nel novembre del 2011, ha portato a Palazzo Chigi Mario Monti. Adesso, spes contra spem, terrà botta fino all'ultimo per tenere aperta la possibilità di un esito non catastrofico della crisi. Ma deve prendere atto che, sotto questo profilo, il settennato si conclude, e non certo per sua responsabilità, nel modo più amaro. Ne è ferito, ovviamente. È la democrazia italiana, però, che rischia di esserne ferita ben più gravemente, perché una democrazia può sopportare traumi feroci, ma difficilmente sopravvive in un deserto di fiducia e di speranza nel futuro. Forse viviamo già in tempi irrimediabilmente post democratici, nei quali alla politica poco o nulla si addicono il senso e la dimensione del tragico. Già questa è una tragedia, per l'uomo del Novecento (non è una parolaccia) che, seppure governando le passioni, e facendo ampio ricorso all'understatement, in un angolo almeno di sé questo senso e questa dimensione li ha sempre serbati. Nulla è più lontano da Napolitano del catastrofismo. Ma sessant'anni fa a spingerlo irresistibilmente in politica è stata, come per tanti altri della sua generazione, la volontà di far fronte a una catastrofe nazionale. Per una vita intera non lo ha dimenticato. E lo ricorda benissimo, c'è da esserne certi, anche oggi.

Repubblica 7.4.13
Inventarsi un Presidente e inventarsi un Governo
di Eugenio Scalfari


POCHI punti che è bene chiarire subito a titolo preliminare. 1. Napolitano ha accelerato, non ritardato, il percorso che porta verso uno sbocco costituzionale. Per sua volontà, prontamente recepita dalla presidente della Camera, le votazioni per il nuovo inquilino del Quirinale cominceranno il 18 aprile, undici giorni da oggi. Senza questa decisione le votazioni sarebbero cominciate verso la fine del mese.
2. Il comitato di consulenza nominato dal Presidente ha soltanto l´incarico di preparare un memorandum che delinei alcune soluzioni per i più urgenti problemi costituzionali, istituzionali, economici, sociali. Dovrà consegnare quel documento non oltre il 16 aprile. Se il Presidente ne riterrà congruo il contenuto, lo consegnerà al suo successore il quale potrà metterne a frutto le proposte oppure cestinarle a suo piacimento.
3. Il Ragioniere generale dello Stato e i suoi più stretti collaboratori, da quando nacque il governo Monti nel novembre 2011 fino ad oggi hanno fatto tutto quanto potevano per bloccare o rallentare provvedimenti destinati alla crescita dell´economia, fino al decreto – finalmente varato in queste ore – sul pagamento dei debiti della pubblica amministrazione alle imprese fornitrici.
L´obiettivo della Ragioniera generale è stato di mantener ferma la politica di Tremonti del "nulla fare e nulla muovere". Il ministro dello Sviluppo, Corrado Passera, ha cercato di superare quegli ostacoli ma senza riuscirvi. È dovuto intervenire direttamente Napolitano e la questione, del massimo rilievo per l´economia italiana, è stata finalmente risolta.
4. Matteo Renzi accusa la politica in genere e il segretario del suo partito in particolare, di perdere un tempo prezioso.
E di allontanare quello che secondo lui è il solo sbocco possibile ed urgente e cioè lo scioglimento delle Camere appena elette e, per quanto riguarda il Pd, nuove primarie per designare il candidato premier. Non ha detto però, il sindaco di Firenze, con quale legge elettorale si dovrebbe votare. Sempre con il "Porcellum" così com´è? E non ha detto neppure chi sarebbe il responsabile del tempo perduto.
Forse allude a Bersani? Ma dimentica che Bersani non ha alcun potere di perdere o di guadagnar tempo: lo scioglimento delle Camere auspicato al più presto da Renzi (e da Berlusconi) è nelle mani del prossimo Capo dello Stato, per la nomina del quale – come indicato al punto 1 – Napolitano ha accorciato e non rallentato il tempo.
5. La maggior parte degli osservatori stranieri e delle autorità internazionali ritiene che nuove elezioni in Italia sarebbero esiziali per l´economia italiana e di conseguenza per quella europea e americana.
Napolitano ed anche Bersani la pensano allo stesso modo. Renzi invece ritiene che elezioni a breve siano la sola e vera soluzione. Lascio ai lettori di giudicare chi sia nel vero e chi nel falso.

* * *
Per il resto, la situazione politica è nel buio pesto. Tre partiti hanno ottenuto consensi più o meno di un terzo ciascuno. Il residuo 10 per cento è andato ai montiani.
Rispetto alle passate elezioni politiche il partito di Berlusconi ha perso 6 milioni di voti, la Lega si è dimezzata, il Pd ha perso 3 milioni e mezzo. I montiani hanno guadagnato il 2 per cento rispetto all´Udc e al partito di Fini che avevano l´8 e ora sono scomparsi. Il movimento di Grillo ha ottenuto 8 milioni di voti, nel 2008 non esisteva.
Il voto è sempre più mobile "qual piuma al vento. Muta d´accento e di pensier". Il populismo è aumentato; sommati insieme il Pdl, la Lega e il Movimento 5 Stelle si arriva ad oltre la metà dei voti espressi, raccolti con populismo di vari colori ma di identica tonalità.


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martedì 31 luglio 2007

Imporre l'obbligo di liberatoria

Imporre l'obbligo di liberatoria ai progettisti alla libera
pubblicazione di foto inerenti il loro lavori.

Il Capogruppo della margherita al comune di Salerno , Lello Ciccone, , su
sollecitazione ricevuta dalla associazione “ Futuro Possibile” ha chiesto
attraverso, interrogazione alla giunta comunale, se nei bandi di gara
attraverso i quali vengono affidati lavori importanti a progettisti di
fama internazionale siano state previste liberatorie circa il diritto
d'autore.

Come previsto infatti dalla Legge 633/1941 sul diritto d'autore non è
possibile pubblicare fotografie di opere architettoniche i cui autori
siano ancora in vita o morti da meno di 70 anni. La mancanza di detta
liberatoria taglierebbe le gambe alla politica cittadina che invece punta
proprio al richiamo che le opere di grandi architetti internazionali
possono generare. Se non sarà possibile pubblicare le foto della futura
stazione marittima, solo per fare un esempio, come sarà possibile
suscitare interesse e curiosità nei tanti turisti interessati alle
meraviglie dell'architettura moderna?
Al fine di tutelare la città di Salerno è' importantissimo, ha dichiarato
l'avvocato Lello Ciccone, imporre l'obbligo di liberatoria ai progettisti
attraverso la quale essi si impegnino formalmente alla libera
pubblicazione di foto inerenti il loro lavoro senza null'altro a
pretendere.

L'avv. Lello Ciccone ha anche invitato l'amministrazione comunale a
premere sul Parlamento Nazionale affinchè venga inserita nella
claudicante legge sul diritto d'autore italiano quello che tutti gli altri
paesi prevedono, ovvero il panorama freedom (libertà di panorama), che
permette a chiunque di fotografare e riprodurre quanto pubblicamente
visibile senza preoccuparsi di dover trovare il progettista, o i suoi
eredi, e pagargli i diritti d'autore.

Testo dell'interrogazione

INTERROGAZIONE ARISPOSTA SCRITTA ED ORALE

Al. Signor Sindaco
On.le Vincenzo De Luca
SEDE


Premesso:

che un punto qualificante dell'operato dell'amministrazione del comune di
Salerno è l'affidamento a grandi architetti e progettisti di fama
internazionale dell'incarico di progettazione delle nuove importanti opere
di cui la città ha bisogno;

che lo scopo evidente e più volte dichiarato dalla SV è la promozione
della nostra città nel circuito turistico interessato alle meraviglie
dell'architettura moderna;

che, come previsto dalla legge 633/1941 sul diritto d'autore, non è
possibile pubblicare fotografie di opere architettoniche i cui autori
siano ancora in vita o morti da meno di 70 anni.

Che l'impossibilità di pubblicazione di foto che mostrino le opere
realizzate, a meno di accordo con i progettisti se ancora in vita o con
gli eredi se deceduti da meno di 70 anni, ostacolerebbe ogni tentativo di
generare l'interesse dei turisti.

Si chiede:

- l'Amministrazione di Salerno ha previsto per i bandi di gara relativi
alle opere realizzate o in fase di realizzazione l'opportuna liberatoria
attraverso la quale i progettisti si impegnino formalmente alla libera
pubblicazione di foto inerenti il loro lavoro senza null'altro a
pretendere?
-
- l'Amministrazione di Salerno ritiene opportuno imporre la su citata
liberatoria a tutte le opere il cui bando sia in fase di preparazione?
-
- l'Amministrazione di Salerno ritiene opportuno sollecitare il
Parlamento Nazionale affinchè inserisca nella claudicante legge sul
diritto d'autore italiano quello che tutti gli altri paesi prevedono,
ovvero il panorama freedom (libertà di panorama), che permette a chiunque
di fotografare e riprodurre quanto pubblicamente visibile senza
preoccuparsi di dover trovare i progettisti delle opere di architettura
ritratte e pagargli i diritti d'autore?

Salerno 31 luglio 200
Il Capogruppo
Romano (Lello) Ciccone

Inserito dalla Redazione Pubblicato da Notizie in Rete a 11:17

Metodo Calligaris,rivoluzionario sistema di riequilibrio energetico

Il Metodo Calligaris è un rivoluzionario sistema di riequilibrio energetico, così battezzato dagli ideatori, Flavio Gandini e Samantha Fumagalli, in onore al genio di Giuseppe Calligaris, ai suoi straordinari studi e alle sue mirabili scoperte. Questo grande scienziato, che ha operato nella prima metà del Œ900, ha scoperto migliaia di corrispondenze riflesse sul corpo dell¹uomo. Tali zone riflesse sulla cute, che egli denominò Catene lineari e Placche cutanee, corrispondono a memorie cristallizzate nel corpo fisico e nei sistemi energetici.
Tutto quello che un uomo percepisce colpisce i suoi sensi (e non solamente i cinque ordinari), fa vibrare i suoi sistemi energetici e poi diviene memoria (capace di influenzare e condizionare le ³future² risposte). Ossia viene archiviato per tipo di sentimento, per ordine cronologico, per tipo di facoltà, eccetera. Se adeguatamente stimolati, questi punti riflessi, ci parlano di emozioni, stati d¹animo, sentimenti, eventi, pensieri e di tutte le facoltà ordinarie e straordinarie presenti dell¹essere umano.
Attraverso la stimolazione di questi punti è possibile: - promuovere risposte autonome di riequilibrio energetico, un equilibrio dinamico, come dinamica è la vita; - rielaborare episodi stressanti o dolorosi, promuovendo il risanamento di ferite che il tempo, da solo, non sarebbe in grado di rimarginare; - effettuare meditazioni e visualizzazioni mirate sfruttando il patrimonio personale di ognuno; - polarizzare il lavoro onirico; - risvegliare o incrementare facoltà superiori dell¹essere umano.
Il tutto volto al conseguimento di una migliore qualità della vita e del benessere psico-fisico.

Il Corso di primo livello prevede: - la presentazione di Calligaris quale medico dell¹Anima, - l¹introduzione degli elementi fondamentali su cui si basano le tecniche divulgate, - le Catene lineari primarie (posizione cutanea, rispondenza psichica e fisica, antagonismi, ripercussioni di repère), - le Catene lineari secondarie (posizione cutanea, rispondenza psichica e fisica e antagonismi), - lo studio degli strumenti e della metodologia di lavoro (trattamento, manifestazioni ed effetti postumi), - considerazioni sull¹attività onirica, - sperimentazioni pratiche.
Relatori: Flavio Gandini, Samantha Fumagalli
Durata complessiva: ore 14
Aperto a tutti

Il Corso di secondo livello prevede: - un breve riesame degli elementi fondamentali, - approfondimenti ed esercitazioni pratiche sulle Catene lineari, - priorità di intervento e trattamento, - l¹esame dei traumi emotivi (somatizzazione, cronicizzazione, degenerazione), - lo studio dei sentimenti compositi (abbinamenti di Linee e Bande cutanee), - visualizzazioni, - valutazione delle risposte del soggetto trattato, - polarizzazione onirica, - le Placche cutanee (posizione, dimensioni, ricerca e stimolazione), - il Termometro dei sentimenti primari, - cenni sulle Placche delle memorie temporali e delle facoltà superiori, - sperimentazioni pratiche.
Relatori: Flavio Gandini, Samantha Fumagalli
Durata complessiva: ore 14
Aperto a chi ha frequentato il primo livello

Le Giornate esperienziali sulle Placche cutanee prevedono: - l¹approfondimento pratico di quanto spiegato negli altri corsi, - la sperimentazione completa della stimolazione di Placche cutanee a tema, scelte anche con la collaborazione dei partecipanti, - 7 ore di immersione negli effetti pratici della stimolazione cutanea più mirata.
Durata complessiva: ore 7
Relatori: Flavio Gandini, Samantha Fumagalli
Aperto a chi ha frequentato almeno il primo livello (consigliata la partecipazione al secondo o ai corsi di specializzazione)

Il Corso la Dinamica del ricordo cronologico riflesso sul corpo prevede: - considerazioni sul concetto di memoria, - le cristallizzazioni corporee ed energetiche, - lo studio delle Placche cutanee degli anni scoperte da Calligaris, punti riflessi relativi a tutti gli anni della vita di un uomo (è possibile rintracciare anni in cui si è registrato un evento perturbante, stressante o doloroso), - l¹individuazione dell¹esatta posizione delle Placche, - il trattamento (per accedere ai ricordi e, tramite opportuni trattamenti, elaborarne il vissuto in chiave evolutiva), - l¹analisi dei sogni, - sperimentazioni pratiche.
Relatori: Flavio Gandini, Samantha Fumagalli
Durata complessiva: ore 7
Aperto a tutti (consigliata la frequenza almeno del primo livello)

Il Corso le Memorie Temporali prevede: - l¹integrazione di due tecniche straordinarie la Dinamica del ricordo cronologico riflesso sul corpo (vedi corso precedente) con Age Gate Therapy, ovvero le Placche spinali di Vincenzo Di Spazio, - una giornata destinata allo studio e alla sperimentazione di Age Gate Therapy (concetto di Tempo e di Memoria, riflessologia spinale del Tempo, memoria autobiografica ed eventi stressanti, memorie genetiche, gene emozionale, localizzazione anatomica dei punti, stimolazione, le cicatrici, conflitti emozionali e ripercussioni corporee, la patomimesi, l¹integrazione con i composti floriterapici, contenuti onirici durante il trattamento), una giornata destinata allo studio e alla sperimentazione di Dinamica del ricordo cronologico riflesso sul corpo (concetto di memoria, cristallizzazioni corporee ed energetiche, studio delle Placche degli anni di Calligaris, punti riflessi relativi a tutti gli anni della vita di un uomo, per rintracciare anni in cui si è registrato un evento perturbante o doloroso, individuazione delle Placche cutanee, trattamento per accedere ai ricordi ed elaborarne il vissuto in chiave evolutiva, analisi dei sogni, sperimentazioni pratiche).
Relatori: Flavio Gandini, Vincenzo Di Spazio
Durata complessiva: ore 14
Aperto a tutti (consigliata la frequenza almeno del primo livello)




Calendario dei corsi




15-16 Settembre 2007
Metodo Calligaris: Seminario di Primo livello
Riequilibrio energetico e psico-fisico, le Catene Lineari primarie e secondarie
Boffalora d¹Adda (LO), Via Pietro Nenni 28/4
Info e prenotazione (obbligatoria): Ass. Cult. Vega, cell 335 7065167, vega@vega2000.it

22-23 Settembre 2007
Le Memorie Temporali. Seminario di specializzazione
Placche somatiche di Giuseppe Calligaris e Placche spinali di Vincenzo di Spazio
Rimini (RN)
Info e prenotazione (obbligatoria): Rosalba Puccia, tel 347 4610684, e-mail: rosy_1951@libero.it

6-7 Ottobre 2007
Metodo Calligaris: Seminario di Secondo livello
Le Catene Lineari e le Placche cutanee
Boffalora d¹Adda (LO), Via Pietro Nenni 28/4
Info e prenotazione (obbligatoria): Ass. Cult. Vega, cell 335 7065167, vega@vega2000.it

20-21 Ottobre 2007
Metodo Calligaris: Seminario di Secondo livello
Le Catene Lineari e le Placche cutanee
Montecatini Terme (PT), Hotel Corallo, via Cavallotti 116,
Info e prenotazione (obbligatoria): Gianita Bucchieri, 0572 773307 - 348 2263173, e-mail: gianitabucchieri@virgilio.it

28 Ottobre 2007
Metodo Calligaris: Giornata esperienziale sulle Placche cutanee
Boffalora d¹Adda (LO), Via Pietro Nenni 28/4
Info e prenotazione (obbligatoria): Ass. Cult. Vega, cell 335 7065167, vega@vega2000.it

10-11 Novembre 2007
Le Memorie Temporali. Seminario di specializzazione
Placche somatiche di Giuseppe Calligaris e Placche spinali di Vincenzo di Spazio
Treviso
Info e prenotazione (obbligatoria): Carlo Cannistraro, tel e fax 0422 850203, e-mail: carcanni@interfree.it


Chi desiderasse maggiori informazioni sui seminari o prenotarsi può contattare l¹Ass. Cult. Vega, e-mail: vega@vega2000.it, o visitare il Sito Internet: http://www.vega2000.it, Flavio Gandini, cell 335 7065167
Il presente calendario può subire variazioni pertanto si consiglia sempre di telefonare per chiedere conferma delle date, degli orari e dell¹effettivo svolgimento dei corsi. Ricordiamo anche che la prenotazione è obbligatoria per garantire una buona organizzazione delle attività. Pubblicato da Notizie in Rete a 11:14

lunedì 30 luglio 2007

Sagra del Fiordilatte e dei prodotti tipici agerolesi. XXVII Edizione, 4,5,6 Agosto 2007

Sagra del Fiordilatte e dei prodotti tipici agerolesi. XXVII Edizione, 4,5,6 Agosto 2007

Agerola è un paesino della Costiera Amalfitana dal paesaggio collinare che gode della posizione privilegiata tra i monti Lattari e il mare. Dove la vita è tranquilla, l’ aria è pulita, il clima è mite, quindi un ottimo luogo per una vacanza rilassante e disintossicante. Il paese offre ai visitatori dei piccoli laboratori artigianali in cui vengono confezionati, con garze di cotone, abiti, costumi, pantaloni e camicie realizzate su misura e consegnate in poche ore ai turisti che ne fanno richiesta. Ma il motivo per cui è conosciuta, è la vasta produzione di prodotti gastronomici tipici, basata sulla produzione casearia artigianale, garanzia di genuinità e bontà, quali: il “Fiordilatte di Agerola”; il “Caciocavallo”; la “Provoletta Affumicata”; il “Caciocavallino” farcito con prosciutto, olive e peperoncino; il “Burrino” ripieno con una noce di burro; i “Bocconcini”, palline di fiordilatte dal peso di 50g ; le “Trecce” e la “Rotondella”, fiordilatte con farcitura. Ma il prodotto più rinomato è il “Provolone del Monaco”, un formaggio duro a pasta filata, prodotto con latte vaccino con almeno il 20% di latte locale e stagionato per almeno sei mesi in idonei locali ventilati. Questo prodotto, vanto di tutti i paesi dei monti Lattari, è in fase di riconoscimento quale prodotto tipico con denominazione di origine controllata. Formaggi da gustare insieme alle tipiche “sopressate” e “ventresche” di pregiata carne suina, accompagnate dal pane tradizionale. La particolarità di questo pane consiste nel colore scuro e dal gusto saporito, grazie alla presenza di farina di segale, cereale ricco di fibre e sostanze benefiche e dalla sua consistenza fragrante all’esterno e morbida all’interno. Altro pane tipico è il “pan biscotto”, che consiste nel pane tradizionale cotto due volte, cosa che lo rende interamente fragrante. E’ possibile godere di tutte queste prelibatezze partecipando al “fiordilatteFIORDIFESTA”, la sagra dei sapori tipici agerolesi,. Tre giorni di mostre fotografiche, convegni, dimostrazioni, degustazioni e spettacoli folkloristici che si concluderanno il giorno 7 agosto con uno spettacolo di fuochi pirotecnici e il concerto del famoso cantante Mango. Il menù proposto, che, solo a leggerlo, stuzzica l’appetito, consiste in: “Antipasto del generale”: bocconcini di fiordilatte, insalata mista, salame e pane integrale condito con olio e sale; “Paccheri del Monaco”: paccheri di Gragnano, fiordilatte, provola affumicata, melanzane, funghi porcini, filetto di pomodoro e “Provolone del Monaco”; “Piatto del contadino”: parmigiana di melanzane e pane condito; “Frutta”: cantalupo con gelato di fiordilatte; “Dessert”: delizia di ricotta e pere; il tutto accompagnato dal vino di Furore.
Piscicelli Vincenzo. Pubblicato da Notizie in Rete a 07:47

Calici sotto le stelle

Il Laboratorio per la Promozione del Territorio comunica che il 10/08/2007 ha organizzato presso lo spiazzale e il chiostro del Comune di Montefalcione “Calici di Stelle”.

Il Programma dell’evento è il seguente:

Ore 19,30 Concorso di disegno sul tema “La suggestione del vino”.

Ore 20,00 Inizio convegno “Vino e salute”. Apertura del convegno con i saluti da parte del sindaco di Montefalcione Vanda Grassi. Introduce il Presidente del Laboratorio per la Promozione del Territorio Acone Teobaldo . Relatore del convegno Dott. Botta Amodio Responsabile U.O.D Dietologia e Nutrizione Clinica AORN- Ospedale Moscati di Avellino.

Interverrà anche la Sig.ra Mazzariello Alba Cristina Estetista e Responsabile del Centro Estetico Kristina sul tema “Vino Cosmesi e Benessere”.

Ore 21,30 Apertura banco d’assaggio nel piazzale e nel chiostro del Comune di Montefalcione con la partecipazione di dieci aziende vitivinicole ed aziende di prodotti tipici .

Al termine della manifestazione ci sarà la premiazione del concorso di disegno “La suggestione del vino”.


La serata sarà accompagnata da musica jazz in attesa di osservare qualche stella cadente Acone Teobaldo
Presidente del Laboratorio per Promozione del Territorio Pubblicato da Notizie in Rete a 07:43

Il CICAP presenta : Il 6° Corso di indagine scientifica del presunto

PADOVA: GENNAIO - GIUGNO 2008
Volete imparare come indagare fenomeni misteriosi e paranormali?
Volete partecipare a un esperimento con un sensitivo?
Volete scoprire come riconoscere trucchi e inganni del paranormale?
Volete imparare come condurre un' indagine su un mistero storico?

Il CICAP ha quello che fa per voi: Un vero e proprio "Corso per
investigatori del mistero"

Dopo il successo delle passate edizioni, e dopo un anno di pausa, il
Corso ritorna a partire da gennaio 2008. E questa volta con una
novità interessante: il corso si terrà presso un agriturismo a pochi
chilometri dalla sede del CICAP a Padova. Un'occasione unica per
staccare la spina, una volta al mese, e trascorrere un fine settimana
pieno di mistero, curiosità e relax in compagnia degli esperti e
degli investigatori del CICAP.

Il corso si articola in sei seminari di due giorni l'uno (come
illustrato nel programma preliminare che trovate di seguito). I
docenti sono gli esperti del CICAP, affiancati dai più preparati
specialisti dei temi trattati, in modo da offrire su ogni argomento
relatori del massimo livello. Sono previste esercitazioni pratiche,
l'uso di filmati e documenti esemplificativi tratti dalla casistica
del CICAP, dimostrazioni di "fenomeni insoliti" e trucchi dal vivo e
visite alla sede del Comitato.

Cosa ci si può aspettare al termine del corso? Forse non di diventare
dei Dylan Dog in carne e ossa, ma sicuramente si imparerà a guardare
con occhi nuovi fenomeni che a un profano possono sembrare
inspiegabili, si capirà meglio la natura umana, si acquisiranno
competenze pratiche di ricerca, verifica e indagine e, chi lo vorrà,
potrà condurre in autonomia, o con l'aiuto del CICAP, indagini e
verifiche su misteri ed enigmi di proprio interesse.

Il corso è rivolto a tutti coloro che per ragioni professionali o di
studio desiderano acquisire queste competenze: insegnanti,
giornalisti, scrittori, ricercatori ma anche semplici appassionati e
curiosi.

PROGRAMMA PRELIMINARE

27-28 Gennaio - Come si indagano i misteri
Docenti: Andrea Ferrero, Stefano Bagnasco
Gli scopi, le motivazioni e i metodi del CICAP. Teoria e pratica
nell'approccio all'indagine di un fenomeno paranormale o misterioso.

23-24 Febbraio - Indiana Jones del mistero: come indagare enigmi storici
Docenti: Luigi Garlaschelli, Massimo Polidoro
Dalla spada nella roccia all'assassinio di Kennedy, da San Gennaro a
Dracula, dai pietrificatori a Houdini. Ricerche archeologiche,
d'archivio, recupero e valutazione delle testimonianze...

15-16 Marzo - UFO, Crop Circles e paranormale "tecnologico"
Docenti: Francesco Grassi, Marco Morocutti
I cerchi nel grano: cosa sono, chi li fà, come e perché? Veggenti
detective e voci dall'aldilà. Fotografia, videoriprese e registrazioni.

19-20 Aprile - Trucchi e inganni paranormali
Docenti: Massimo Polidoro, Silvano Fuso
Quando i sensitivi ingannano. Il ruolo dei prestigiatori. Magia e
chimica. La psicologia dell'inganno.

17-18 Maggio - Come si sperimenta un sensitivo
Docenti: Luigi Garlaschelli, Marco Morocutti
Come si organizza un esperimento. La casistica del CICAP.
Progettazione e realizzazione di un autentico esperimento con un
sensitivo.

8-9 Giugno - Bufale, voci e leggende metropolitane
Docenti: Lorenzo Montali, Paolo Attivissimo
Teoria generale della "disinformazione". Come funzionano i giornali.
Come si diffondono le false notizie e le leggende urbane.

Serate di magia, misteri e sorprese

Per ogni appuntamento, nella serata del sabato è previsto un
intrattenimento legato agli argomenti trattati durante la giornata.
In occasione dell'incontro sugli enigmi storici, per esempio, Mariano
Tomatis presenterà un'avvincente relazione sui misteri di Rennes-le-
Chateau; per l'incontro sui trucchi del paranormale, invece, il
prestigiatore Nicolas D'Amore, coadiuvato da Marco Morocutti, ci
stupirà con le sue illusioni. E così via.

Quote di partecipazione

Le quote comprendono la partecipazione agli incontri scelti, le
sperimentazioni, le dispense e altro materiale illustrativo che potrà
essere distribuito agli incontri. I primi che ne faranno richiesta
potranno anche approfittare delle speciali condizioni offerte al
CICAP per l'alloggio il sabato sera presso lo stesso agriturismo in
cui si svolgerà il corso. E' possibile scegliere di partecipare a
tutto il corso (6 incontri a prezzo ridotto), oppure a un minimo di
tre incontri, mantenendo obbligatoria la frequenza del primo
incontro. Il pagamento può essere regolato in un'unica soluzione al
momento dell'iscrizione; oppure metà all'iscrizione e metà durante il
primo incontro. Ecco le possibilità tra cui scegliere:

1) Solo Corso:

3 incontri: Euro 360
4 incontri: Euro 460
5 incontri: Euro 540
Corso completo: Euro 600


2) Corso + pernottamento del sabato sera all'agriturismo* presso cui
si svolge il Corso:

3 incontri: Euro 500
4 incontri: Euro 650
5 incontri: Euro 780
Corso completo: Euro 890

(*) E' inclusa la colazione la domenica mattina

L'opzione 2 (corso + pernottamento del sabato) è riservata ai primi
che si iscriverannno. L'agriturismo dispone infatti di 11 stanze per
un totale di 25 posti; chi non trova posto o desidera una camera
singola, può trovare alloggio presso l'Holiday Inn di fronte
all'agriturismo.

La partecipazione al corso è limitata a 25 persone

Le iscrizioni si chiudono il 30.11.07
Per iscriversi: http://www.cicap.org/corso/scheda.php

Per ulteriori informazioni:

amministrazione@cicap.org
tel. 049-686870
http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273246

Il CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul
Paranormale) e' un'organizzazione scientifica ed educativa fondata
nel 1989 da Piero Angela e da un gruppo di studiosi e ricercatori.
Tra gli altri, aderiscono al CICAP: Umberto Eco, Silvio Garattini,
Margherita Hack, Rita Levi Montalcini, Tullio Regge, Carlo Rubbia,
Giuliano Toraldo di Francia e Aldo Visalberghi.

Ricordiamo che il CICAP non riceve, salvo in forma di sostegno a
specifiche iniziative come i convegni, alcun finanziamento da enti
pubblici o privati, e si sostiene con i proventi della vendita della
rivista, dei libri e di iniziative come questa. I proventi del corso,
oltre alla copertura delle spese organizzative, serviranno anche a
raccogliere fondi per finanziare le nostre attività.

Per informazioni sul CICAP:
www.cicap.org
info@cicap.org
tel. 049-686870
_______________________
Ufficio Stampa - CICAP
Comitato Italiano per il
Controllo delle Affermazioni
sul Paranormale

Casella postale 847,
35100 Padova
tel. 049-686870
e-mail: ufficiostampa@cicap.org
http://www.cicap.org Pubblicato da Notizie in Rete a 07:40

La lingua dei segni e la necessità di un'educazione all'oralità

La lingua dei segni è un sistema di comunicazione visivo utilizzato dalle comunità dei segnanti a cui appartengono in maggioranza persone sorde o con udito troppo debole per poter comunicare a voce.
E' una vera lingua dal punto di vista sociologico, in quanto espressione di una comunità: la comunità dei sordi italiani. Essi hanno una grammatica ben precisa, regole per declinare i verbi, per il plurale e il singolare. Costituiscono cioè una vera e propria lingua al pari delle lingue vocali.
Le lingue dei segni sfruttano il canale visivo-gestuale, perciò il messaggio viene espresso con il corpo e percepito con la vista.

Sussidiario.it consiglia il Dizionario dei Segni:

• 1.400 immagini della Lingua Italiana dei Segni catturate nel loro movimento e accompagnate dalla parola equivalente
• Vero o falso sulla sordità: tutto quello che c'è da sapere o da sfatare sull'argomento
• Consigli per comunicare meglio con persone sorde
• Guida ai movimenti delle mani
• Alfabeto manuale
• I numeri cardinali e ordinali
• La misura del tempo: le ore, i giorni, le settimane, i mesi, gli anni


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A&A Communications S.r.l. Palermo, 26 Luglio 2007 Pubblicato da Notizie in Rete a 04:34

Wlf e storie in giallo di provincia, due nuovi libri di Giancarlo Padula

Mentre esce nelle librerie italiane "Dio non è morto, l'altro volto di Francesco Guccini"(Bastogi Editrice), il noto giornalista e scrittore Gian Carlo Padula si accinge a pubblicare due nuove opere.
Mentre nelle librerie italiane esce "Dio non è morto, l'altro volto di Francesco Guccini", una trattazione dotta, sul senso religioso nel più grande cantautore italiano, con una prefazione del grande cantautore e attore Don Backy, l'instancabile giornalista professionista e scrittore Gian Carlo Padula si accinge da qui a pochi mesi a pubblicare due nuove opere. La prima, a carattere umoristico-esistenziale dal titolo W L F... e l'altra contenente particolari inediti sul testamento del famoso stilista Gianni Versace, intitolata "Storie in giallo di provincia". Padula, lo ricordiamo, fu il giornalista che nel 1997, in esclusiva mondiale pubblico' il testamento di Versace, e ora, lo scrittore ne racconta tutti i retroscena anticipati, in parte all'epoca, dal mensile dedicato all'informazione, "Prima Comunicazione". L'Editore che si occupa di entrambe le opere è ARDUINO EDITORE, GRUPPO EDITORIALE.
La redazione Pubblicato da Notizie in Rete a 04:30

Benevento: Presentata alla stampa la XIV edizione di Vinalia

Con una conferenza svoltasi nella Sala del Consiglio della Camera di Commercio di Benevento è stata presentata alla stampa la XIV edizione di Vinalia, rassegna enogastronomica promossa dal Circolo Viticoltori ed organizzata dal Comitato Vinalia, dal 4 al 10 agosto a Guardia Sanframondi (Benevento).
All'incontro, coordinato da Sandro Tacinelli, hanno partecipato: Annibale Mancinelli (presidente del Circolo Viticoltori), Nicola Ciarleglio (sindaco di Guardia Sanframondi), Gaetano Pascale (presidente del Comitato Vinalia), Silvio Garofano (consigliere Camera di Commercio di Benevento) e Angelo Sebastianelli (coordinatore del Comitato Vinalia).

Annibale Mancinelli, dopo aver evidenziato le peculiarità di un appuntamento fra i più seguiti della Campania, ha rimarcato il valore del volontariato quale grand'espressione corale di una comunità.
Nicola Ciarleglio, dopo il riferimento ai grandi eventi della Campania cui la rassegna guardiese rientra da tempo, ha illustrato i gemellaggi in via di definizione, di concerto con il GAL e l'amministrazione comunale, con "Le giornate della valorizzazione dello Zafferano" di Città della Pieve (Perugia) e con "Aglianica", kermesse enologica itinerante della Basilicata.
Gaetano Pascale, dopo aver ancora una volta rilevato il potenziale educativo svolto da Vinalia, anche attraverso i convegni ed i Laboratori del Gusto proposti in collaborazione con Slow Food Campania, ha messo in evidenza che la promozione del territorio e dei suoi prodotti passa attraverso manifestazioni in grado di creare cultura e non allestendo sagre in ogni località.
Silvio Garofano, invece, ha analizzato gli obiettivi di Vinalia, ha fatto riferimento alla filiera corta e, nello stesso tempo, esaltato il grande sforzo (non privo di stanchezza) che caratterizza in questi giorni gli esponenti del Circolo Viticoltori.
Angelo Sebastianelli, infine, ha illustrato il ricco programma della rassegna 2007, forte di sette serate all'enoteca, due convegni, numerosi concerti (su tutti quello del 10 agosto con Enzo Avitabile e i Bottari di Portico) e della mostra dell'artista Arturo Pagano allestita presso l'Ave Gratia Plena.
Alla conferenza, oltre ai giornalisti, hanno partecipato tra gli altri: Luigi D'Anna (Direttore dell'EPT di Benevento), Pasquale Massaro (Segretario della CNA) e Michele Foschini e Antonio Di Santo, entrambi assessori comunali di Guardia Sanframondi.

Per maggiori informazioni si può visitare il sito internet www.vinalia.info, oppure telefonare ai numeri: 3312575943 - 0824817404 - 0824817840 - 0824864129.

ufficio stampa: Vinalia 2007
Sandro Tacinelli
mob.: 3392073143 - e-mail: press@vinalia.info Pubblicato da Notizie in Rete a 04:29

Aceto Balsamico di Modena, il TAR fissa la discussione al 5 novembre

- Modena - Nell’udienza tenutasi oggi a Roma, il TAR del Lazio ha fissato la discussione nel merito delle istanze dei due Consorzi che hanno contestato il disciplinare pubblicato lo scorso 6 luglio sulla Gazzetta Ufficiale della Comunità Europea.

La data, in considerazione della importanza delle richieste, e della urgenza della materia, è stata fissata su richiesta delle parti al prossimo 5 novembre.

Per riassumere, lo scorso maggio due dei tre Consorzi sottoscrittori della la richiesta di IGP (Consorzio Aceto Balsamico di Modena e Comitato Produttori Indipendenti Aceto Balsamico di Modena) hanno contestato avanti al TAR il fatto che il disciplinare produttivo inoltrato dal Ministero a Bruxelles non era conforme alle richieste, né alle pratiche produttive consolidate.

Durante una riunione a Roma il 6 giugno, alla presenza anche delle rappresentanze agricole, il Ministero si era impegnato a presentare a Bruxelles modifiche a tale disciplinare, qualora i Consorzi avessero presentato una serie di alternative condivise tra tutti: ciò è avvenuto il 20 giugno come richiesto, con l’invio di un documento congiunto a firma di tutti e tre i Consorzi. Purtroppo però il Ministero sembra non aver dato alcun peso a tale documento, e incredibilmente nel silenzio più assoluto, e con l’aiuto del Consorzio Produzione Certificata che è tornato a sostenere il testo superato, ha permesso la pubblicazione del disciplinare già trasmesso.

A ciò ha fatto seguito la vivace contestazione dei restanti due Consorzi, che rappresentano ben 30 aziende sulle 40 richiedenti la IGP, i quali hanno richiesto un urgente intervento del TAR.
La Amministrazione Provinciale, con notevole stupore dei produttori e degli operatori della filiera, è scesa apertamente in campo a fianco del Consorzio Produzione Certificata Aceto Balsamico Modenese, un Consorzio che raggruppa dieci aziende del settore, di carattere prettamente industriale e alcune delle quali semplici imbottigliatori con impianti produttivi fuori dalle province di Modena e Reggio. La Provincia infatti, pur non essendo stata chiamata in causa dai due consorzi ricorrenti, ha presentato controricorso avanti il TAR per il mantenimento del disciplinare contestato.

“Contestiamo innanzitutto le gravi e offensive affermazioni di chi dice che noi non vogliamo la IGP – afferma Cesare Mazzetti, presidente del Consorzio Aceto Balsamico di Modena -. Da sempre il nostro Consorzio, il più antico del settore, si batte per questo riconoscimento che tarda ad arrivare. Certo è che desideriamo una protezione che non sia solo nominale, ma reale e aderente alla consuetudine produttiva, proprio come recita il Regolamento della CEE. Agire diversamente vuol dire, oltre che favorire interessi industriali di parte, esporre la denominazione stessa al pericolo di impugnative internazionali, e alla sua volgarizzazione. Non si può ragionevolmente pensare infine, che ben 30 produttori di Modena, contro a 10 e non tutti di Modena, vogliano distruggere il prodotto al quale da sempre dedicano le proprie cure, le proprie attività ed interessi, un prodotto che hanno contribuito a fare crescere sui mercati di mezzo mondo fino a diventare simbolo forte del Made in Italy alimentare.”

I due Consorzi hanno fatto pervenire una lettera al Presidente Prodi, denunciando la situazione e confermando la propria disponibilità a trovare una soluzione rispettosa del prodotto e dei produttori.

Donatella Quartieri De Pietri, da parte del Comitato Produttori Indipendenti, fa sapere che ‘il Comitato si augura che nei prossimi mesi sia possibile, in attesa della discussione avanti al TAR, raggiungere nuovamente una posizione comune e condivisa”.

Simonetta Norscia
AlimentaPress.it Pubblicato da Notizie in Rete a 04:25

sabato 28 luglio 2007

Ridateci la notte per accendere le stelle


L’associazione “Amici del cielo stellato” lanciano un invito ai sindaci di tutti i piccoli paesi d’Italia per chiedere di spegnere le luci dei, loro centri abitati, per un ora, la notte del dieci agosto, notte di san Lorenzo.

Potrebbe sembrare una provocazione ed infatti lo è.

La scoperta del cielo stellato, che ha accompagnato gli uomini per millenni, ed è oggi scomparsa a causa dell’inquinamento luminoso, deve essere recuperata, per dare l’opportunità di capire, quale sia il fascino di una notte stellata.

Miti, religioni, poesia, sono nate dallo stupore reverenziale che l’uomo ha provato, per quello spettacolo incredibile, che si rivela agli occhi, quando l’ultima luce del sole è andata via.
Irripetibile, inenarrabile, ha guidato naviganti ed esploratori, ma oggi forse, quasi nessuno più ne ha il sentore preciso.
Ed allora, spegniamo la luce, anche per un’ora sola e diamo la possibilità a noi ed ai nostri figli di restare stupiti di fronte, all’immagine incantata ed arcana dell’universo.

Ai sindaci l’appello:
non chiediamo fondi, non chiediamo patrocini, non chiediamo spazi, non chiediamo nulla, se non quello, di spegnere le luci per un’ ora: lo spettacolo sarà meraviglioso, affascinate e gratis e forse vi aiuterà a risparmiare qualche euro, ma soprattutto vi farà avere un” grande grazie “da tutte le persone che nei vostri luoghi vivranno questo miracolo.

Per i comuni che vogliano aderire scriver a redazione.format@email.it
O telefonare al 320 0956483
Associazione “Amici del cielo stellato”
Giuseppe Maria Galliano

Una Testimonianza
Bambini senza stelle.
"Nessuno -neanche uno studente nella mia classe- aveva mai visto un cielo stellato in tutti i suoi otto anni di vita. Un bambino orgogliosamente raccontò di essere stato al cinema e di avere visto le stelle in un film, ma nessuno aveva mai visto stelle nel cielo. Perché? Non riuscivo a capire... Pubblicato da Notizie in Rete a 10:25

CARLO BUCCIROSSO E PATRIZIO RISPO INAUGURANO GLI SPETTACOLI DELLA TRENTESIMA EDIZIONE DELLA FESTA DELLA MOZZARELLA DI BUFALA DOP

Carlo Buccirosso e Patrizio Rispo, sono questi i due big che apriranno la prima serata di spettacoli dal vivo a Cancello ed Arnone organizzati per la Trentesima Edizione della Festa della Mozzarella di Bufala Campana D.O.P., organizzata dal Comune con il patrocinio della Regione Campania e della Provincia di Caserta, ed in collaborazione con la Pro Loco Cancello Arnone 2000.
L’annuncio è stato dato da Federico Conte, presidente della Pro Loco cittadina, che sta curando l’organizzazione degli spettacoli serali che animeranno le piazze cittadine di Cancello ed Arnone il 4 e il 5 agosto. “Per celebrare il trentennale delle Festa”, fa sapere il presidente della Pro Loco Cancello Arnone 2000, “è stato ideato un cartellone di eventi serali che sicuramente entusiasmerà tutti i visitatori che ogni anno si recano a Cancello ed Arnone per degustare la mozzarella di bufala e trascorrere due serate in allegria. Il 4 agosto, l’irresistibile Carlo Buccirosso porterà in scena la sua nuova commedia che sta riscuotendo applausi e consensi in tutti i teatri campani, mentre Patrizio Rispo presenterà uno spettacolo musicale che ripercorre la storia della musica partenopea, dalle sue origini sino al celebre musical “Scugnizzi”.
In attesa che venga annunciato ufficialmente il calendario di tutti gli spettacoli della Festa, il Comune di Cancello ed Arnone, dopo la sottoscrizione del protocollo d’intesa per la creazione della rete territoriale “Orobianco”, è impegnato nella organizzazione delle iniziative di marketing territoriale e di promozione della filiera bufalina, che vede partecipi i Comuni di Aversa e Mondragone.
“L’impegno che ci siamo assunti, e che fa rientrare la Festa della Mozzarella di Bufala in un più ampio programma di iniziative”, spiega il sindaco di Cancello ed Arnone Pasqualino Emerito, “prosegue in questi giorni. La Festa è una grande vetrina per il settore lattiero caseario bufalino, ma deve diventare un contenitore di tanti progetti per lo sviluppo del comparto. Intanto, va registrato un dato importante: orobianco e la Festa della mozzarella hanno catturato l’attenzione di tutti i media. Segno che ci stiamo muovendo nella giusta direzione e che il nostro prodotto è apprezzato e ricercato da tutti”.

Ufficio Stampa
Spotzone Pubblicato da spotzone a 04:12

Programma dei prossimi mesi www.nirava.org

Agosto
Sabato 11 e Domenica 12 - Il respiro della Dea (solo per donne) a Udine - Per info ed iscrizioni 0432/ 574002

Settembre
da Venerdi 14 (ore 21) a Domenica 16 - Seminario di Caccia all Anima presso Podere Amarti - Marti (Pi)

Domenica 23 ore 16.00 - Equinozio di autunno con Rituale di Trance Dance e percussioni dal vivo a Centro Mahadeva - Travacò Siccomario (Pv)

Sabato 29 e Domenica 30 - Seminario Aria - Fuoco (Respiro, Fire walking, Trance Dance) - nelle Marche - per info ed iscrizioni 347 8704134

Ottobre
Da Venerdi 5 (ore 21) a Domenica 7 - Seminario Il fiore della Consapevolezza La danza dello Spirito - con A. Nirava e A. Vijan presso Oceanic Love - Lecco

Sabato 13 ore 20.45 Rituale di Trance Dance con Percussioni dal vivo a Permes de Sejour presso La Fabbrica del Vapore in Via Procaccini 4 - Milano

Per info ed iscrizioni
www.nirava.org
info@nirava.org Pubblicato da Notizie in Rete a 03:50

E' nata Studio G Show Tv, la Web TV dedicata agli artisti emergenti,

ideata da Giuseppe Calò, artista con pluriennale esperienza nel settore dello spettacolo.
La Web Tv vuole essere una vetrina attraverso cui, tutti coloro che vogliono emergere nel mondo dello spettacolo, possono mostrare le proprie doti attraverso un video ed essere visti e contattati facilmnte dagli addetti i lavori.
Studio G Show TV > http://www.studiogshow.tv/
Chiama subito Tel: 051 504283 Pubblicato da Notizie in Rete a 03:46

venerdì 27 luglio 2007

"Tre metri sotto terra" il nuovo libro di Massimiliano Nuzzolo


Jost Multimedia e Coniglio Editore sono lieti di presentarVi il nuovo libro di Massimiliano Nuzzolo "Tre metri sotto terra" con le illustrazioni di Giorgio Finamore.

Un'Antologia di Spoon River del 2000, carica di ironia, cinismo, amore e dolore.
Dalla penna dell'autore de "l'ultimo disco dei Cure"
un libro urticante ed esilarante
che vi farà vedere la Morte in un modo del tutto nuovo.

In arrivo una serie di eventi che promuoverano il libro: dai concerti insieme a band di rilievo nazionale (oltre ai Soluzione, collaboratori del filosofo Manlio Sgalambro, un roster assai ricco in via di definizione), a dj set, a hot partys, a installazioni, su tutto il territorio italiano.
www.myspace.com/tremetrisottoterra_book
In allegato scheda di presentazione

Per maggiori info:

jost.multimedia@libero.it
Carla Sist, Alessia Bonomi
per Coniglio Editore:
lucrezia@coniglioeditore.it
ufficio stampa Pubblicato da Notizie in Rete a 08:13

Luigi Tenco e i misteri (o presunti tali)

Questa sera, alle 21.30 a Bologna presso i Giardini del Baraccano,
Massimo Polidoro interverra' al Bo-Noir, una manifestazione dedicata
alla letteratura e alla cronaca nera, in una serata dedicata
all'ultima notte di Luigi Tenco e ai misteri (o presunti tali) che la
circondano. L'ingresso e' libero.
***
Per maggiori informazioni:

http://www.massimopolidoro.com/news/al-bo-noir-per-parlare-di-tenco.html
______________________
Ufficio Stampa - CICAP
Comitato Italiano per il
Controllo delle Affermazioni
sul Paranormale

Casella postale 847,
35100 Padova
tel. e fax 049-686870
e-mail: ufficiostampa@cicap.org
http://www.cicap.org Pubblicato da Notizie in Rete a 06:50

giovedì 26 luglio 2007

Presentazione dell'accordo programmatico di ” visibilità su Internet ”, tra il comune di Prignano Cilento (Salerno) la Starnetwork srl


Si terra il giorno 30 luglio 2007 alle ore 20.30, presso la sala del comune di Prignano, Cilento, la presentazione, dell’accordo programmatico per la promozione del territorio tramite Internet e la convenzione, riservata alle aziende operati sul territorio con la Starnetwork srl , primaria azienda del settore.
L'accordo, integrato in più ampio piano di marketing territoriale, nasce dalla volontà del sindaco Dr. Sabato Vecchio e dell'amministrazione comunale, di far conoscere al grande pubblico le peculiarità dei luoghi e del paese, nonché, di offrire alla attività locali, la possibilità di svilupparsi attraverso le opportunità offerte dal mondo internet.
Il paese,, che gode, di stupendi panorami sul mare , (da cui dista appena 8km,Acropoli e 15 da Paestum) la sua natura , incontaminata , i suoi prodotti tipici ed i vini rinomati, fanno di questo territorio, un oasi di pace e di opportunità per il riequilibrio psicofisico e per una vacanza fuori dai circuiti del turismo di massa.
All'incontro, moderato dall'esperto di comunicazione, Dott. Giuseppe Maria Galliano, parteciperanno: il sindaco Dr. Sabato vecchio, il procuratore della Starnetwork e responsabile del portale turistico nazionale on line Turismonews (http://www.turismonews.it): Dr. Ettore Panella ed il capo area commerciale del Cilento: Dr.ssa Angela Marone

Per ulteriori informazioni per l’evento Dr.ssa Angela Marone cell: 329541804
email: angela@starnet.it
Inserito dalla redazione Pubblicato da Notizie in Rete a 06:49

mercoledì 25 luglio 2007

PRESENTATO AL PALAZZO REALE DI CASERTA IL PROGRAMMA DELLA XXX FESTA DELLA MOZZARELLA DI BUFALA D.O.P.


CASERTA. Presentato ufficialmente alla stampa e al pubblico il programma di iniziative che compongono la Trentesima Edizione della Festa della Mozzarella di Bufala Campana D.O.P. in programma dal 4 ed il 5 Agosto a Cancello ed Arnone, organizzata con il patrocinio della Regione Campania e della Provincia di Caserta, ed in collaborazione con la Pro Loco Cancello Arnone 2000 ed il Gruppo Mobili Preziosi.

Alla conferenza stampa di presentazione, che si è tenuta nella splendida cornice del Teatro di Corte della Reggia di Caserta, sono intervenuti il sindaco di Cancello ed Arnone Pasqualino Emerito, il sindaco di Mondragone, Alfredo Ugo Conte, l’assessore alla cultura del Comune di Aversa, Nicola De Chiara, il dirigente del SESIRCA della Regione Campania, Michele Bianco, l’assessore alle Attività Produttive del Comune di Mondragone, Vincenzo Papa, ed il presidente della Pro Loco Cancello Arnone 2000, Federico Conte. Ad introdurre i lavori il giornalista Espedito Pistone.

Il sindaco Pasqualino Emerito ha illustrato alla stampa e al pubblico la nuova immagine ufficiale dell’evento, e ha presentato la rete territoriale Orobianco, il protocollo d’intesa che vede insieme i Comuni di Cancello ed Arnone, Aversa e Mondragone, per la promozione, lo sviluppo e la riconoscibilità della filiera bufalina del territorio casertano.

Un protocollo d’intesa aperto a nuove adesioni, che vuole superare gli individualismi territoriali. “Questo accordo è la prima risposta al problema di riconoscibilità del settore lattiero caseario bufalino del nostro territorio”, spiega Pasqualino Emerito, sindaco di Cancello ed Arnone, “e dà il via libera ad interrelazioni istituzionali per la realizzazione di azioni congiunte tese alla promozione e alla valorizzazione della mozzarella di bufala casertana. Il marchio creato dalla Spotzone”, spiega il sindaco Emerito, “è un fiore che preconizza lo sviluppo di una realtà, e che si identifica perfettamente con le finalità del nostro progetto”.


Nel corso della conferenza sono quindi caduti anche i primi veli sui nomi dei big che comporranno il ricco cartellone degli spettacoli della XXX Festa della Mozzarella di Bufala DOP di Cancello ed Arnone. Tra gli artisti che si esibiranno il 4 ed il 5 agosto ci saranno gli attori Patrizio Rispo e Carlo Buccirosso, il noto comico Paolo Caiazzo, e i cantanti Gianluca Capozzi e Giuseppe Fichele, vincitore del programma Rai “I Raccomandati”. Madrina dell’evento sarà il volto televisivo Eleonora Daniele, mentre la conduzione degli eventi è stata affidata al duo Gianni Simeoli ed Espedito Pistone.

Ufficio Stampa
Spotzone Pubblicato da spotzone a 09:09

NASCE OROBIANCO, RETE TERRITORIALE PER LA PROMOZIONE DELLA MOZZARELLA DI BUFALA CASERTANA

La mozzarella di bufala DOP della provincia di Caserta ha un marchio che la contraddistingue: Orobianco, un logo; un fiore che sboccia; e, soprattutto, un futuro.
E’ questo il simbolo della rete territoriale voluta fortemente dal sindaco di Cancello ed Arnone, Pasqualino Emerito, dal primo cittadino del Comune di Aversa, Domenico Ciaramella e dal sindaco di Mondragone, Alfredo Ugo Conte, che hanno sottoscritto il protocollo d’intesa per il rilancio e la promozione del comparto lattiero-caseario bufalino del territorio casertano. Il marchio, creato ad hoc dalla Spotzone, ed i contenuti del protocollo d’intesa sono stati presentati ufficialmente mercoledì 25 luglio, nella conferenza inaugurale della trentesima edizione della Festa della Mozzarella di Bufala DOP di Cancello ed Arnone, che si è tenuta presso il Teatro di Corte di Palazzo Reale a Caserta.

“Questo accordo è la prima risposta al problema di riconoscibilità del settore lattiero caseario bufalino del nostro territorio”, spiega Pasqualino Emerito, sindaco di Cancello ed Arnone, “e dà il via libera ad interrelazioni istituzionali per la realizzazione di azioni congiunte tese alla promozione e alla commercializzazione della mozzarella di bufala del casertano. Si tratta di una strategia di marketing territoriale che riteniamo indispensabile per la valorizzazione di un prodotto di eccellenza che non ha eguali. Il logo”, continua il sindaco Emerito, “è un fiore che preconizza lo sviluppo di una realtà, e che si identifica perfettamente con le finalità del nostro progetto”.

Un passo decisivo per rilanciare il territorio e allargare ad altri comuni un’intesa che guarda lontano, per poi concentrare ogni sforzo nella promozione di un marchio di qualità legato fortemente alla tradizione e al territorio. “Orobianco rete territoriale contiene qualcosa di diverso e più coinvolgente da tutte le iniziative che si sono tenute sino ad oggi”, afferma Nicola De Chiara, assessore alla Cultura del Comune di Aversa. “E’ un accordo propositivo, aperto a nuove adesioni, in quanto tutti i Comuni che hanno sottoscritto il protocollo d’intesa hanno l’obiettivo di superare tutti gli individualismi per puntare al rilancio del territorio con un prodotto, quello della mozzarella di bufala, che può diventare un volano per l’economia dell’intera provincia casertana”.

Sulla stessa falsariga, anche il commento del sindaco di Mondragone, Alfredo Ugo Conte. “E’ un passo importante, perché è la prima volta che tre Comuni, tra l’altro dislocati in aree diverse della provincia di Caserta, si mettono insieme per un progetto di rilancio del territorio e per promuovere la mozzarella di bufala, prodotto conosciuto in tutto il mondo”, precisa il sindaco Conte. “E’ un investimento in cultura, eventi ed iniziative scientifiche. E’ nostra intenzione partire da questo primo accordo per poi coinvolgere tutti gli altri comuni che hanno interesse nella tutela e promozione della mozzarella di bufala del casertano. Intanto, dobbiamo valorizzare sia l’allevamento e la produzione che la commercializzazione, creando dei collegamenti sinergici tra i produttori ed i caseifici”.

Orobianco, quindi, sarà protagonista alla XXX Festa della Mozzarella di Bufala Campana D.O.P. in programma il 4 ed il 5 Agosto a Cancello ed Arnone. Due serate all’insegna della degustazione della mozzarella e degli altri prodotti di bufala, tra cui la famosa carne di bufalotto, e di tanti spettacoli dal vivo.

Ufficio Stampa
Spotzone Pubblicato da spotzone a 09:07

Un’opportunità di lavoro perduta il “Telemarketing”?



Molti, purtroppo si sono improvvisati operatori di telemarketing e hanno mandato allo sbaraglio moltissimi ragazzi e ragazze , creando una gran confusione fornendo nozioni superficiali e mal assortite, prive di ogni valore sia teorico che operativo,. confondendo il telemarketing con il teleselling o vendita telefonica.Questa massa di giovani sono stati costretti nel vendere telefonicamente di tutto , dal vino alla mozzarella , dai cesti regalo alle mandorle sotto miele, ai profumi al dopobarba. Il che ha portato , come era prevedibile, una rapida caduta di interesse da parte dei giovani lavoratori ed un riciclo degli stessi in sempre più strane strutture di teleselling improvvisato. Con guadagni ridicoli e precari, convincendoli così che il telemarketing , altro non fosse, che un nuovo “porta a porta tecnologico” nato per sfruttare l’ingenuità ed il bisogno di lavoro di molti di loro e un a quasi truffaldina vendita d’assalto.Per fortuna molte di queste aziende “ridicole” sono chiuse e quelle che rimangono stanno cominciando a capire che, per sopravvivere devono, cominciando dai vertici, a studiare la materia e modificare i propri comportamenti.Il telemarketing è una cosa seria infatti si inserisce a pieno titolo negli strumenti del marketing ed il suo uso appropriato costituisce il futuro di tutto un settore di ricerca e di studio e di lavoro.Di cosa si tratta in realtà? Innanzi tutto dobbiamo partire dal termine Telemarketing che ingloba in se varie strategie profondamente diversificate e classificabili in due macrocategorie: inbound e autbound. ."Inbound"sono tutti quei servizi che richiedono degli operatori che ricevono delle telefonate , e che sono in condizione di affrontare delle problematiche, precedentemente protocollate e standardizzate, ad esempio I famosi numeri verdi di assistenza clienti, gli uffici reclami, il telesoccorso , la raccolta informazioni e tutto quello che richiede una base fissa ove far confluire delle richieste che devono essere soddisfatte in maniera professionale ed autosufficiente. “Autbound” tutti quei servizi che richiedono degli operatori che effettuano delle telefonate su predefiniti data base per varie finalità e servizi. Vediamone alcuni :Indagine di mercato su campioni stratificati . Rilevazione del gradimento di un prodotto o di un servizio in un determinato mercato obiettivo. Ricerca di contatti per la forza vendita telefonica di prodotti e servizi Teleassistenza .Servizio solleciti di pagamento e recupero crediti. Telecontrollo e tanti altri ancora ,fino a giungere alla interconnessione con il mondo internet per il connubio telefono web , ove un operatore, interagisce con l’utente, supportandolo on line nelle sue richieste dal sito di commercio elettronico. Il futuro vedrà l’uso del connubio telefono web sempre crescente ,con la nascita di nuove figure professionali e nuove opportunità di lavoro. Da questa premessa emerge chiaro come sia diversa la realtà ,dai luoghi comuni, createsi intorno al telemarketing e come siano vaste le possibilità di applicazione. Ecco perché nascerà una scuola di “ Operatrice-o telefonica di call center”, per dare ai partecipanti tutti gli strumenti ,per affrontare il mondo del lavoro, con competenza e professionalità , che sono gli elementi indispensabili e che orientano le scelte delle serie aziende che sul territorio italiano operano in questo settore . Aziende che stanno aprendo filiali anche sul nostro territorio,creando nuove ed interessanti opportunità di lavoro. I corsi tenuti da docenti qualificati ed esperti del settore , offriranno una panoramica su tutele possibili applicazioni del telemarketing , permetteranno al discente di divenire padrone delle tecniche per far fronte ad ogni specifica richiesta futura in ambito lavorativo. .La scuola nascerà a Salerno ed i fondatori si augurano che possa divenire un punto fermo di tale disciplina nello scenario italiano .A fine settembre potremo saperne di più.
Giuseppe Maria Galliano Pubblicato da Notizie in Rete a 07:20

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